L’editoriale Davamo già conto giorni fa, su queste pagine (leggi qui), della prima seduta del neoeletto Consiglio Comunale tricolore, Partito Democratico; Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Nella fattispecie, riferivamo di quei ben 2 scrutini per l’elezione del vicepresidente andati a vuoto. Una pagina istituzionale, quella che si è scritta con quella seduta, non positiva per nessuno, oggettivamente. Com’è possibile che, a distanza di così tanti giorni dal risultato delle urne, le forze politiche colligiane che sapevano di essere elette non abbiano avuto modo di incontrarsi per convergere su di un nome?! E, se si sono incontrate, per quale ragione si è giunti alla vittoria delle schede bianche e dunque del nulla?! E si trattasse solamente della prima votazione! No, anche dopo la sospensione della seduta voluta dalla presidente Visone, stesso copione! Cosa si saranno detti piddini, pentastellati e forzisti in quella sede? Non è dato sapere!

 

Ma a più alti livelli – e questo lo si sa per certo – quando la politica si riunisce nelle segrete stanze, qualcosa (di diverso da una scheda bianca) emerge sempre. A Collesalvetti non è accaduto. Dove si vuole arrivare? Il Partito Democratico, probabilmente, mira a proseguire sulla strada della scheda bianca finché i pentastellati ed il forzista De Luca non trovino un accordo, un nome comune, votabile anche dal Partito Democratico, che così non farebbe altro che convalidare una scelta politica delle opposizioni riguardo un ruolo ad esse proprio. L’eventuale accordo fra i 5 stelle e Forza Italia potrebbe essere così usato dal PD contro i pentastellati stessi, il cui ritornello politico è «accordi con nessuno, men che mai per le poltrone». Così da poter dire, in parole povere, «Avete visto?! Hanno gridato ai 4 venti niente accordi con i partiti e ora l’hanno fatto con Forza Italia per la vicepresidenza del Consiglio Comunale».


 

E i pentastellati? Obiettivo opposto. Proseguire con l’obiettivo della vicepresidenza pentastellata, della serie: «veda Forza Italia, che ha un solo consigliere, se appoggiarci o meno; sarebbe assurdo che fossimo noi (3) ad appoggiare Forza Italia (1)». Questa linea, peraltro, i grillini colligiani l’hanno tenuta anche per l’elezione del presidente del Consiglio Comunale, votando per il proprio candidato anziché per quello del PD.

 

E Forza Italia? Sicuramente restia ad appoggiare una candidatura democratica anche per la vicepresidenza dell’Aula, dato che il PD ha già fatto en plein in Giunta ed in Consiglio, è probabilmente altrettanto restia ad appoggiare una vicepresidenza pentastellata, che la porterebbe a rimanere così priva di incarichi, che sarebbero dunque, in questo scenario, redistribuiti a tutti tranne che ad essa stessa. La vicepresidenza dell’Aula potrebbe essere dunque quel contentino politico che rende meno amaro il boccone della sconfitta elettorale e quello della prospettiva di dover combattere per 5 lunghi anni, da sola, con un solo consigliere, contro piddini e pentastellati. Per questo, Forza Italia potrebbe fare il pugno duro e non appoggiare la candidatura a 5 stelle. Facendo però così il gioco del loro avversario politico, il PD, che si sentirebbe, stante l’assenza dell’accordo M5S-FI, legittimato a continuare a votare scheda bianca. Della serie: «La vicepresidenza è delle opposizioni; se non trovano la quadra loro…».

 

L’impasse sembra dunque sbloccato solamente da 3 ipotesi, non considerando quella per cui il PD voti la candidatura pentastellata anche senza l’accordo con Forza Italia. La prima: Forza Italia cede ed appoggia la candidatura a 5 stelle. In questo caso, il PD non avrebbe più scuse per non votare il candidato pentastellato. La seconda: il PD vota, a sorpresa, per Forza Italia. Praticamente una “dichiarazione di guerra” ai grillini, peraltro in contrasto con lo scenario nazionale che ha registrato, proprio nella giornata di ieri, l’apertura grillina al dialogo col Presidente del Consiglio sulla legge elettorale. Una “dichiarazione di guerra” che porrebbe forse le basi per un’opposizione pentastellata dura e senza sconti. La terza: il Pd, stante l’assenza dell’accordo M5S-FI vota per un proprio candidato. La più fantapolitica fra tutte le ipotesi. Sia ben chiaro: il ruolo politico ed istituzionale (per un organo che si riunisce una volta al mese) del vicepresidente del Consiglio Comunale è pressoché nullo. Ma l’esito di questa partita politica è tutt’altro che inconsistente. Da questa votazione dipenderanno gli equilibri politici all’interno del Consiglio Comunale che si avvia ad esercitare le proprie funzioni.

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