Castell’Anselmo Non solo Vicarello. Ad essere in crisi col Comune c’è anche il Consiglio di Frazione delle Colline. In un verbale, ancorché un po’ datato, è messa nero su bianco la perplessità dell’organo stesso. Dopo aver elencato tutta una serie di richieste di lavori di manutenzione (con relativa indicazione precisa del numero di protocollo) cui non è stato dato seguito, si legge: “visto il perdurare della situazione, essendo a diretto contatto con i cittadini, che rivendicano il diritto ad avere più rispetto da parte dell’Amministrazione, si chiede se lo stesso (il CDF) abbia motivo di esistere ancora“.

Il caso di Vicarello Situazione analoga a Vicarello, dove il relativo Consiglio di Frazione (leggi qui) è entrato un po’ in crisi col Comune. Anche i consiglieri vicarellesi hanno messo nero su bianco il loro disappunto. “Le richieste, anche semplici di interventi che non prevedono investimenti economici, non vengono prese in considerazione“, hanno recentemente lamentato. Così come si sono lamentati del fatto che “le scelte che riguardano il nostro territorio vengono adottate senza un’informazione e un parere, anche se non vincolante, del CDF” e che “alle domande e alle richieste (del CDF, ndr) non viene quasi mai data risposta e quando questo avviene (la risposta, ndr) è per lo più telegrafica o negativa“. Anche loro, come i consiglieri delle frazioni collinari, si sono posti il quesito sul senso della loro stessa esistenza: “Il CDF di Vicarello deve essere solamente a disposizione per l’utilizzo da parte di associazioni delle sede e in particolare della sala delle colonne?”. Peraltro, anche il Consiglio di Frazione di Stagno-Biscottino era entrato in crisi nera col Comune.


Il sondaggio sul senso dei CDF Questa presa di posizione pone nuovamente all’attenzione la questione sul senso dei Consigli di Frazione. Collenews nel gennaio 2014 fece un sondaggio on line su queste pagine. La domanda era: Hanno ancora senso i Consigli di Frazione? Fra coloro che hanno risposto solo il 41,9% ha detto: “sì, ma occorrerebbe fornire loro più potere decisionale“, mentre un netto 58,1% rispose: “no, tanto alla fine chi decide è il Comune“.

Comune che adesso dovrà occuparsi di ricomporre anche questa crisi.

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