Parrana San Martino Un “viaggio” alla scoperta del lato “nascosto” di una delle opere architettoniche più importanti del territorio: l’Acquedotto Leopoldino. È quanto ha avuto luogo nei giorni scorsi con la conferenza I percorsi dell’acqua: l’acquedotto di Colognole dalle sorgenti alla città, organizzata nell’ambito del ciclo di conferenze itineranti organizzate dall’Accademia della Cultura Colligiana in collaborazione con l’Associazione Salviamo il Salvabile.

La conferenza, che si è tenuta al Circolo Arci “Il Mandraccio di Parrana San Martino ha avuto come relatrice la speleologa Barbara Bottacchiari, che ha condotto i presenti in un viaggio sotterraneo (in conferenza, non reale) nella parte non conosciuta dell’Acquedotto Leopoldino. La speleologa avvalendosi anche di fotografie dei sotterranei ha mostrato le varie parti della struttura, partendo dalle sorgenti di Colognole e spiegando quelli che sono gli elementi architettonici della struttura visibile, come ad esempio le sorgenti ottagonali, a tempio e a cilindro per poi illustrare ai presenti le parti dei cunicoli semisotterranei dell’acquedotto.


La Bottacchiari ha mostrato ai presenti i risultati del passaggio di acqua calcarea all’interno di questi cunicoli. Nel corso degli anni infatti si sono formate piccole stalattiti o vaschette con concrezioni dette “a cavolfiore”, ad esempio. La speleologa ha descritto inoltre la fauna di questi ambienti: in questi cunicoli infatti non è raro trovare vari tipi di insetti o pipistrelli. La relatrice ha inoltre messo in evidenza come questi luoghi sotterranei possano essere dei “contenitori” di testimonianze storiche. Su alcune pareti possono si infatti ammirare diverse testimonianze come i ” diari dei restauratori” risalenti all’800 e che contengono incisioni degli addetti alla manutenzione dei cunicoli. Nel corso della relazioni la giovane speleologa ha anche parlato del Cisternino di Pian di Rota e del celeberrimo Cisternone di Livorno descrivendone la loro funzione di luoghi di deposito ed epurazione dell’acqua. Al termine della relazione ampio spazio è stato dato a numerose domande e interventi da parte del pubblico.

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