Guasticce Del Polo Farmaceutico che sorgerà a Guasticce abbiamo già scritto su questo giornale on line. Un’area di 125.000 metri quadrati di superficie, la metà dei quali verranno edificati, per realizzarvi tra l’altro 21.000 metri quadrati di magazzini e 6.000 metri quadrati di uffici. Il tutto per un mega investimento complessivo che potrebbe raggiungere gli 80 milioni di euro. Notevole a prescindere. E certamente ancor più notevole per una frazione di meno di 2.000 abitanti di un Comune di campagna. Ma cosa si aspettano da questo nuovo Polo Farmaceutico i guasticciani in primis e gli altri residenti del Comune a seguire?

Lavoro, manco a pensarci due volte. Opportunità. Sulla Pagina Facebook di Collenews, sotto all’articolo, subito erano apparsi commenti come “Posti di lavoro?” e: “Assumono????” e ancora: “Dove fare domanda x eventuale assunzione??”. Così come c’era chi, più perplesso, si domandava: “A chi gioverà tutto questo? Mi auguro anche alla popolazione del nostro territorio!”. L’articolo di questa testata, in realtà, spiegava già tutto quello che si poteva spiegare al momento a questo riguardo: il nuovo Polo darà lavoro, a regime, a 150–200 addetti“, si spiegava, ma – e qui viene il punto dolente – fra questi la maggior parte dei ricercati saranno le professionalità altamente specializzate come ingegneri gestionali, informatici, manager della logistica, esperti di laboratori bio-farmaceutici. Insomma, per farla breve… la stragrande maggioranza dei residenti non potrà cogliere questa opportunità e rimarrà con le mani in mano. Ovviamente non si può certo dire a chi fa impresa quali lavoratori assumere, ma se vorrà la politica, forse, potrà fare la sua parte. Del resto, chi arriverà andrà ad insediarsi su un territorio e una certa ricaduta occupazionale locale, oltre all’indotto che il nuovo Polo si pera potrà generare, se non doverosa è quantomeno opportuna.


Al netto di tutto ciò, sarebbe auspicabile istituire un tavolo istituzioni-cittadini per spiegare ai residenti qual è il disegno per Guasticce (anche se in larga parte lo si è ampiamente intuito).

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