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Alessandra Mancini

Collesalvetti A margine del dibattito sul libro “Edda Fagni. L’innovazione pedagogica” di Alessandra Mancini, a cui erano presenti l’Assessore alla Cultura Donatella Fantozzi e la docente universitaria Maria Rita Mancaniello, la stessa autrice e maestra ha raccontato i tratti salienti della vita di Edda Fagni e dell’importanza dei suoi insegnamenti nella pratica pedagogica attuale: «Questo libro nasce da un approfondimento che mi è stato richiesto dalla famiglia di Edda Fagni. Lei è stata Assessore al Comune di Livorno dal 1975 al 1980. L’esperienza di Edda Fagni è iniziata quando faceva la maestra e si è conclusa, dal punto di vista pedagogico, negli anni ’90 quando era senatrice, benchè fosse in Commissione Trasporti».

 

Un nome significativo nel panorama culturale italiano, a cui il Comune di Collesalvetti, ad esempio, ha deciso di intitolare, qualche anno fa, una strada nei pressi dell’attuale Centro Socio Sanitario.«L’esperienza pedagogica di Edda Fagni è stata fondamentale – afferma Mancini – perché si è buttata di pancia su situazioni in cui gli operatori volevano fare qualcosa per togliere dalla marginalità i ragazzi svantaggiati. Il suo ruolo di educatrice, che lei stessa riportava sotto forma di appunti, è stato fondamentale e di enorme attualità. Durante gli anni ’70, nel corso delle sue esperienze a diretto contatto con i ragazzi, lei sperimentava direttamente, senza un vero progetto dietro, nuove metodologie di apprendimento. La sua esperienza – prosegue – le ha poi consentito di portare all’attenzione del dibattito politico livornese le problematiche riguardanti la scuola. In questo senso, a Livorno si è occupata della riorganizzazione sociale delle scuole e della partecipazione delle famiglie. Le proposte politiche di Edda Fagni erano strutturate in modo da dare soluzioni reali a problemi reali: questo la rende ancora più attuale, specialmente in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo ora».


 

 

Donatella Fantozzi, Alessandra Mancini, Maria Rita Mancaniello

Donatella Fantozzi, Alessandra Mancini, Maria Rita Mancaniello

Tornando alla sperimentazione sul campo delle pratiche pedagogiche, nel suo libro Alessandra Mancini parla di un episodio in particolare: «Edda Fagni si rifaceva alla scuola attivista nella pratica educativa di tutti i giorni. Per esempio, nel mio libro si parla di un episodio in cui un bambino, tentando di scavalcare un cancello, si amputa un dito. Per fare superare il trauma a questo bambino e ai suoi compagni di scuola, che hanno assistito alla scena, Edda Fagni e altri pedagogisti decisero di fare un film su questo episodio, e furono i ragazzi stessi a scrivere la sceneggiatura e ad effettuare le riprese con una telecamera Super 8. In questo modo – sottolinea la maestra -, si è riusciti a trasformare un’esperienza traumatica per i ragazzi in un’esperienza in cui i ragazzi hanno scoperto un linguaggio diverso che descrivesse la realtà. Questo episodio dimostra l’efficacia della ricerca pedagogica fatta da Edda Fagni nel corso della sua vita», conclude l’autrice.