manifestazione dipendenti ENILivorno Striscioni, fischi continui, slogan e cori da stadio. Si è aperta così, davanti alla Prefettura di Livorno, questo pomeriggio alle 17, la manifestazione dei dipendenti della Raffineria Eni di Stagno, preoccupati ed incerti per il loro futuro. Nel piazzale antistante l’ufficio territoriale del Governo si sono radunate sin da subito centinaia di persone con fischietti al collo e striscioni. Uno di essi conteneva un evidente gioco di parole: «Enigma lavoro». Un altro ancora: «Con Mattei (il fondatore di Eni, ndr) si lavorava, con Matteo (Renzi, ndr) si va a casa». Dal corteo sono partiti infatti cori anche contro il Presidente del Consiglio e il Ministro Boschi.

 

manifestazioneAnche se, a onor del vero, l’unico – o uno dei pochi – che possa risolvere la questione, per le dimensioni della cosa e per l’importante azionariato dello Stato in Eni, è proprio lui, Matteo Renzi. Ma – si sa – buona parte della Sinistra non ha mai digerito il Patto del Nazareno, l'”alleanza” con Forza Italia ed il Nuovo Centro Destro all’interno di un Governo capitanato da un uomo del Partito Democratico. Ma, politica a parte, ciò che ai più interessa ai manifestanti, evidentemente, è il proprio futuro, il proprio posto di lavoro, quel reddito che consente di mantenere sé stessi e la propria famiglia, che permette di crescere in figli in maniera dignitosa, cercando di assicurare loro un futuro altrettanto dignitoso.


 

Già! Ma intanto c’è da pensare a quello dei padri. Dismissione? Vendita? E, casomai, a chi? Sono tanti gli interrogativi nella mente dei tanti lavoratori che questo pomeriggio si sono radunati dinanzi alla Prefettura, nella quale si trovava il Sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci ed il vicesindaco di Livorno, dato che Filippo Nogarin è impegnato altrove. Fra i manifestanti, invece, oltre all’ex candidato sindaco Marco Ruggeri, una rappresentanza bipartisan di consiglieri comunali colligiani. Irene Visone; Dario Fattorini; Fabio Iannone e Giovanni Biasci per il PD e Daniele Rossi ed Ettore Fiaschi per il Movimento 5 Stelle.

 

striscione politicoFondamentale, sarà il ruolo delle istituzioni in questa vicenda, la regia politica che sapranno (se vorranno), imporre. Stamattina, infatti, altro appuntamento istituzionale a Firenze con l’Assessore regionale per fissare una data per un tavolo di trattativia che dovrebbe veder presenti il Governo, la Regione Toscana, una rappresentanza di Eni, ovviamente ed i sindacati. Per lunedì 13, intanto, è stato indetto uno sciopero generale, con picchettaggio, cui aderiranno anche le ditte esterne che lavorano all’interno della Raffineria. Già! Perché la posto in gioco è veramente alta. Ci sono i destini economici dei tanti dipendenti e delle rispettive famiglie, ma anche una percentuale di PIL veramente significativa per la frazione colligiana e la città stessa e il futuro di tutto l’indotto e delle attività che gravita attorno alla Raffineria.