Via del VioneMortaiolo Luciano Novi, coltivatore di Mortaiolo, scrive al sindaco, Lorenzo Bacci. Nella sua lettera, indirizzata per conoscenza anche al Viceprefetto di Livorno, Novi denuncia lo stato della strada di Via del Vione. Una via, questa, piena di buche, che arreca danno alla sua auto. Nella missiva, Novi ricorda di aver richiesto il declassamento della strada a “via vicinale”, così da potersi occupare personalmente della manutenzione, ma che gli è stato risposto di no.

 

Novi ha così proceduto all’acquisto di materiale idoneo al fine di sistemare alla meglio quel tratto di strada ed alla sostituzione della sottocoppa danneggiata della sua auto. Alla lettera, Novi ha allegato le due fatture per i cui importi intende essere rimborsato dal Comune. Il coltivatore ritiene dovuta almeno la sistemazione di questa strada «dopo aver pagato una Tasi e una Imu su terreni agricoli da cui devo rimuovere acqua a mie spese ogni volta che piove». E denuncia: «Quando, dopo 15 anni di scuola, mi sono dedicato al lavoro della terra pensavo di dover pagare tasse sugli introiti e non sulle perdite come è avvenuto sotto i recenti Governi».


 

LA LETTERA (MAIUSCOLE DELL’AUTORE)

Via del Vione 2«Richiamandomi al primo capoverso della mia raccomandata del 4/4/14 rimasta, come di consueto, senza alcun riscontro, dove La invitavo a prendere visione della situazione della via “COMUNALE”  Del Vione che io devo ogni giorno, per circa 150/200 metri, percorrere onde accedere ai miei mezzi di lavoro, non avendo altre possibilità di accesso, Le comunico che nella prima quindicina del mese di marzo c.a., a causa delle grosse buche ormai createsi, non ho potuto evitare danni alla mia macchina mentre mi recavo al lavoro».

 

«A causa di quanto avvenuto ho provveduto all’acquisto di idoneo materiale al fine di sistemare alla meglio detto tratto di strada (lavoro che alcuni vigili urbani credo abbiano notato passando in zona) ed alla sostituzione della sottocoppa danneggiata della mia auto».

 

«A questo punto mi permetto di farle notare quanto recita la legge a proposito: “GLI ENTI PROPRIETARI DI STRADE, ALLO SCOPO DI GARANTIRE LA SICUREZZA E LA FLUIDITÀ DELLA CIRCOLAZIONE, PROVVEDONO ALLA LORO MANUTENZIONE, GESTIONE E PULIZIA”».

 

«Più volte ho chiesto che detta strada venga declassata a “via vicinale” (MA NON AD USO PUBBLICO) in modo da addossare la responsabilità della sua manutenzione a chi effettivamente deve usufruirne, ma mi è stato risposto che la cosa non è possibile».

 

«Personalmente, dopo aver pagato una TASI ed una IMU SU TERRENI AGRICOLI DA CUI DEVO RIMUOVERE ACQUA A MIE SPESE OGNI VOLTA CHE PIOVE, CREDO CHE SIA MIO DIRITTO CHIEDERE AL COMUNE DI COLLESALVETTI DI POTER PASSARE AGEVOLMENTE SU 200 METRI DI STRADA COMUNALE PER ACCEDERE AI MIEI MEZZI DI LAVORO».

 

«Quando, dopo  15 anni di scuola, mi sono dedicato al lavoro della terra pensavo  di pagare TASSE sugli introiti e non sulle perdite come è avvenuto sotto i recenti Governi».

 

«I Consigli e le Giunte degli Enti Pubblici hanno l’autorità di legiferare a danno dei cittadini e a favore dei loro talvolta personali interessi, mentre i Presidenti del Consiglio e loro accoliti ci prendono per deficienti  facendo i “Profeti” con rosee future previsioni che non si avverano mai, declamando anche che la nostra Costituzione prevede di dover accogliere i rifugiati (come cristiano cattolico praticante sono pienamente d’accordo) ma si dimenticano di dire che essa NON PREVEDE AFFATTO, come accade, di portare i CITTADINI ITALIANI alla fame e ad atti inconsulti, autolesionisti e non, come sta sempre più accadendo in Italia, PER LORO ESCLUSIVO VANTAGGIO (ho spazio per citare solo i frigoriferi per gli Onorevoli)».

 

«Illustre Sig. Sindaco non voglio andare oltre, Le allego due foto della via Del Vione prima della sistemazione, le due fatture per i lavori sopra citati dei cui importi desidero essere rimborsato e due conteggi, documentabili, che illustrano ampiamente quale sarà la fine della mia famiglia quando per sopravvivere non avrò più niente da vendere di quello che mi sono guadagnato con una vita di duro lavoro. Aspetto una sua cortese risposta entro 30 giorni da oggi, in difetto dovrò rivolgermi alla Legge. La saluto cordialmente. Luciano  Novi».

 

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