Adriano Roselli

Adriano Roselli (segretario Unione Comunale PD Collesalvetti)

Collesalvetti A seguito delle dimissioni dal Partito Democratico di Carlo Santucci, ex tessera n° 1 del PD colligiano e primo segretario dell’Unione Comunale di Collesalvetti (leggi qui), Collenews ha intervistato l’attuale segretario dell’Unione Comunale colligiana, Adriano Roselli. Per lui – che esclude che le parole di Santucci si riferiscano al sindaco Bacci – «se si crede in un progetto non si esce dal campo togliendosi la maglia a partita in corso».

 

 

Roselli, nei giorni scorsi l’addio di Carlo Santucci al Partito Democratico, della cui Unione Comunale a Collesalvetti lei è segretario. Esiste un problema politico nel PD?


«Basta guardare quello che avviene a livello nazionale; le esternazioni di alcuni componenti della direzione nazionale, parlamentari, per ricollocare le dimissioni di Santucci. Quotidianamente ci sono degli attacchi piuttosto forti al segretario del nostro partito e alle azioni di Governo. Situazioni come quella delle dimissioni di Santucci nascono di conseguenza. Carlo aveva appoggiato Civati, così come alle ultime primarie per il segretario territoriale aveva appoggiato la Rossi».

 

Nella sua lettera di dimissioni dal partito, Santucci denuncia come l’«auspicata ventata di rinnovamento» non abbia fatto altro che «portare alla ribalta politicanti, purtroppo anche di giovane età, privi di ideali e di umiltà, arrivisti, supponenti e fortemente impreparati in balia di vecchi giochi di potere che hanno di fatto distrutto la politica di questi anni». Un affondo durissimo. Lei come lo giudica?

«Mi rimane difficile giudicare l’operato di componenti del nostro partito che hanno incarichi a livello di direzione nazionale e che hanno avuto un mandato parlamentare da parte dei cittadini elettori. Credo che sia una critica piuttosto forte ed inopportuna. Sicuramente lui farà riferimento a qualcuno in particolare, non certamente a tutti. Io credo che come è stata data la possibilità, in moltissimi anni, ad alcuni di far valere le proprie competenze e la propria storia, bisogna dare, allo stesso modo, tempo agli ultimi arrivati, ai giovani, di fare il loro corso. La stragrande maggioranza dei nostri parlamentari e dei membri della direzione nazionale è costituita da persone serie, corrette, che si spendono affinché il PD abbia modo di fare il suo percorso. Giudicare in maniera così forte esponenti del nostro partito, mi sembra inopportuno».

 

Adriano Roselli

Roselli (dx) con il sindaco Bacci

Lei fa rifermimento a membri della direzione nazionale, a parlamentari… Non  ha letto le parole di Santucci, quantomeno “anche” come una critica al sindaco Bacci, visto che è giovane – e nella lettera di dimissioni di Santucci si faceva riferimento ai giovani – e che è quello con cui lui, per ovvie ragioni territoriali, aveva più a che fare?

«Lorenzo Bacci… parlano chiaro i risultati, poi può rimanere simpatico o antipatico, ma questo è un altro tipo di discorso. Ha ottenuto un consenso elettorale fuori da ogni aspettativa. E’ stato rieletto per il secondo mandato (e non era assolutamente semplice; in tanti temevano il ballottaggio) quando non rappresentava più il nuovo. Inoltre ora l’Amministrazione è addirittura monocolore (interamente in mano al PD, ndr). Si è candidato alla segreteria territoriale e ha raggiunto un obiettivo in un momento difficile, soprattutto per la città di Livorno, amministrata ora dal Movimento 5 Stelle. Non credo, dunque, Santucci si riferisca in particolar modo al sindaco di Collesalvetti».

 

Al di là del giudizio da segretario di partito, una sua personale impressione in merito a questo gesto?

«Io stimo Carlo Santucci, a livello umano e professionale, ci conosciamo da diversi anni e credo che la stima sia reciproca. Sono venuto a conoscenza delle sue dimissioni ricevendo una telefonata da parte del segretario di circolo di Stagno. Non voglio elevarmi a maestro di vita, ma essa mi ha insegnato che se si crede in un progetto ci si spende in maniera forte e leale per contribuire al risultato finale, giocando fino in fondo la partita in maniera leale, corretta e certamente non si esce dal campo, togliendosi la maglia a partita in corso. Ma, ripeto, queste sono considerazioni personali, non voglio ergermi assolutamente a maestro di vita».

 

Di questo episodio avete già discusso o discuterete nelle apposite sedi di partito?

«Non c’è stato ancora modo di discuterne. Mi inconterò a breve con i segretari di circolo delle varie frazioni e con gli altri membri della segreteria. Assieme ad altre cose di cui dovremo parlare, tratteremo anche di questa questione. Io non ero stato informato della sua intenzione di dimettersi e non so nemmeno se lo fosse stato il segretario del circolo di Stagno. Non c’è stato preavviso, né quindi modo di affrontare questa questione a livello di Unione Comunale».

 

Voci di corridoio avevano parlato di un seguito di queste dimissioni in altri iscritti; addirittura di dimissioni di consiglieri comunali del PD. Voci infondate o pensa che questo gesto abbia un seguito?

«A livello di Consiglio Comunale non mi risulta; io partecipo a quasi tutte le riunioni del gruppo, però non è mai emerso questo. Per quanto riguarda altri iscritti, al di fuori del Consiglio Comunale, alcuni membri dell’Unione Comunale di Livorno si sono già dimessi, quindi un seguito c’è già stato, ma a Collesalvetti non mi risulta nulla».

 

Ha parlato direttamente con Santucci?

«No. Non dopo le dimissioni. Ci sentimmo dopo la mia elezione a segretario perché è stato il primo segretario dell’Unione Comunale del PD di Collesalvetti, per cui è stata la prima persona con cui mi sono sentito in dovere di parlare, ma dopo la sua lettera di dimissioni non ci siamo più sentiti: nè lui ha chiamato me, nè io lui».

 

Qual è il segno che lascia questo gesto? C’è una morale da trarre in tutto questo?

«Io non credo che ci sia nessuna morale da trarre. Se un iscritto non si ritrova più in un partito, non crede più nel progetto, in questo caso, del Partito Democratico… secondo me non c’è nessuna morale da trarre. Semplicemente, lui, legittimamente, non si sente più rappresentanto nel PD da Matteo Renzi. Di questo me ne dispiaccio perché Carlo è una persona seria e corretta».

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