Vicarello L’inno d’Italia accompagnato alla fisarmonica. Si è aperta così questa mattina, sulle note di Michele Novaro eseguite alla fisarmonica da Massimo Signorini, la cerimonia per il 25 aprile a Vicarello. Presenti, assieme ai bambini delle scuole, le autorità comunali: fra loro il sindaco Lorenzo Bacci, gli assessori Roberto Menicagli e Riccardo Demi e il consigliere De Luca. Non poteva mancare il Consiglio di Frazione, con la presidente Angela Burgalassi a fare gli onori di casa assieme al parroco di Vicarello, don Antonio Ratti. Ma al monumento ai caduti c’erano anche il maresciallo di Collesalvetti Francesco Relli ed il comandante della Polizia Municipale Paolo Cecconi. E ovviamente le associazioni di combattenti e reduci e rappresentananze dei sindacati confederali.

I CADUTI SUL LAVORO Già! Perché il tema, oltre la memoria storica, era quello dei morti sul lavoro. Insomma: un modo per ricordare chi ha dato la vita per la patria e la libertà nel passato, così come chi la sacrifica sul posto di lavoro oggi giorno. Nel suo intervento, infatti, il sindaco ha sottolineato l’importanza della memoria storica per evitare nuovi eccidi e rastrellamenti, ma anche i valori fondamentali della Costituzione (di cui ricorre quest’anno il 70° anniversario), fra cui appunto quello del lavoro. Il ricordo non è potuto non andare al caso di Nunzio Viola, il colligiano che ha perso la vita sul posto di lavoro al Porto.


A seguire, gli interventi dei rappresentanti sindacali. Baldini (CISL) ha sottolineato come «il rischio zero sul lavoro è impossibile, ma si può limitare». «È importante – ha concluso il rappresentante sindacale – fare prevenzione e lo si fa, facendo informazione sui rischi ai lavoratori». Colombo (UIL) ha invece posto l’attenzione sul fatto che «le conquiste sul lavoro non sono mai “scritte su Tavole della Legge“, non sono cose assodate una volta per tutte. Vanno al contrario difese sempre, così come la democrazia stessa». Montauti, dell’Associazione Combattenti e Reduci, dal canto suo ha ricordato che «la guerra è il fallimento di ogni principio» e ha recitato una preghiera. Infine. il parroco Don Antonio Ratti, che ha ricordato che «la Chiesa è a favore dei diritti da sempre» e, nel rivolgersi ai bambini delle scuole ha parlato della necessità di costruire la pace «iniziando dal nostro piccolo, partendo dal nostro compagno di banco».

In conclusione di cerimonia, la recita del Padre Nostro e di una preghiera dell’orfano di guerra, dopo le quali i bambini hanno deposto un omaggio floreale al Monumento ai Caduti sulle note di “Bella Ciao” alla fisarmonica.

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