Calambrone “Il gatto con gli stivali”, l’opera pop del musicista guasticciano Mario Menicagli debutta alla grande. Al Green Park Resort del Calambrone, sabato e domenica scorsi, le due date-zero; uno spettacolo serale il primo giorno e pomeridiano, il secondo. 220 persone alla prima recita, 380 alla seconda. Fra cui tanti bambini, attratti dalla dimensione fiabesca dello spettacolo.

 

La trama Un musical, questo, che racconta la storia di un mugnaio che muore. L’uomo, il ricco del paese, era proprietario di un mulino e lascia ai 3 figli l’eredità: al primogenito il mulino, appunto, al secondo un asinello e al terzo il gatto. Il più piccolo pensa di essere il più sfortunato ad avere ereditato solo un gatto. Dalla tenerezza del quale viene convinto a non mangiarlo, né a farci una pelliccia. In cambio di questa sua pietà, il felino chiede un sacco un cappello e un paio di stivali. «Dammi queste tre cose e ti farò diventare il più potente del mondo». Inverosimile, come tutte le fiabe. Il terzogenito lo asseconda e il gatto col sacco cattura prima una lepre e la porta al re, poi tutti i giorni continua a portare selvaggina al sovrano e diventa amico di corte.


 

Arriva poi un giorno in cui il felino sa di una gita fuori porta che il re aveva organizzato e così informa il suo padrone che dovrà denudarsi e gettarsi nel fiume spogliato. All’arrivo della carrozza reale, accade proprio questo: il gatto aveva detto alla corte che il suo padrone era un marchese e che era lui colui che mandava quotidianamente la selvaggina. Ferma la carrozza e fa presente che il suo padrone sta annegando nel fiume, così il re dà ordine di salvarlo. In quel momento la principessa lo vede e se ne innamora. Ma che il suo padrone era un marchese era cosa tutta da dimostrare, così il gatto passa davanti a tutti i contadini e le lavandaie e dice: «se tra poco la principessa vi chiederà di chi sono queste terre, rispondete che sono del marchese». In realtà, sono dell’orco, ma il gatto persuade i villani a dare questa versione, garantendo che poi staranno tutti meglio. La principessa, al suo arrivo nei villaggi, in effetti chiede conto alle lavandaie e ai contadini e loro confermano che le terre sono effettivamente del marchese (che in realtà non è tale). Adesso, manca solo di sconfiggere l’orco, che cerca di trasformarsi in leone per sconfiggere il gatto. Ma il felino gli fa presente che così è troppo facile e lo persuade a trasformarsi in un topo: lui lo fa e il gatto se lo mangia. A quel punto, il finto marchese diventa proprietario di tutto e avviene il matrimonio fra lui e la principessa.

 

Gli autori e il cast Questo musical – scritto a 6 mani da Mario Menicagli, Giampaolo Mazzoli e Oliviero Lacagnina – ha visto sul palco nel ruolo di cantanti-attori 6 interpreti: Leonardo Fiaschi (il principe); Rosa D’Alise (la principessa); Giorgia Giulio (il gatto); Carlo Morini (il re); Omar Muratore e Gabriele Guglielmi (nei ruoli dei fratelli e delle guardie); Elisa De Bonis (l’orchessa) e Victor Andrini (l’orco). Lo spettacolo, per la regia di Emanuele Gamba, ha visto come scenografo Fabio Leonardi e come costumista: Clara Rota. Il libretto è dello stesso Menicagli. Una coproduzione Modigliani – Casa Editrice Sillabe che un anno fa aveva edito l’opera con annesso cd

 

Soddisfatto Menicagli, anche per la presenza di tanti rappresentanti di teatri e di agenzie. Adesso l’obiettivo del musicista guasticciano e dei suoi colleghi è quello di portare lo spettacolo in autunno in scena almeno per 20 o 30. La prima messa in scena sarà a Sanremo con orchestra sinfonica dal vivo, solisti e coristi. Step successivo, portare l’opera in tuor per tutta Italia.

 

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