ex Cinema OdeonCollesalvetti Nel settembre dell’anno scorso la questione dell’ex Cinema di Collesalvetti tornò al centro del dibattito politico. Iannone e Fattorini presentarono infatti una mozione (leggi qui) che impegnava ad effettuare un sopralluogo per valutare la situazione di sicurezza della struttura, ed in caso di pericolo accertato ad emanare un’ordinanza di messa in sicurezza. La mozione impegnava inoltre il Consiglio Comunale stesso e la Giunta, nei limiti delle proprie funzioni, ad una rivisitazione dello strumento urbanistico atta a rivedere le funzionalità dell’area interessata. Cosa è stato fatto nel frattempo? Collenews ha intervistato l’assessore all’urbanistica, Riccardo Demi.

Demi, nel settembre scorso la questione dell’ex Cinema Odeon è tornata in Consiglio Comunale con la presentazione della mozione firmata dai consiglieri del suo partito Iannone e Fattorini. A che punto siete su questo fronte?


«Abbiamo lavorato, anche con gli enti preposti, fra cui i Vigili del Fuoco, per appurare quale sia lo stato dell’immobile; abbiamo le risultanze e abbiamo già prodotto una prima diffida».

Riccardo Demi

Riccardo Demi, assessore all’urbanistica

Il dispositivo della mozione prevedeva, in un termine di 30 giorni dall’approvazione della mozione stessa, che venisse fatto un sopralluogo per verificare la situazione di sicurezza della struttura ed in caso di pericolo accertato impegnava ad emanare un’ordinanza di messa in sicurezza complessiva a carico della proprietà. 

 «Il primo passo non è stato propriamente un’ordinanza, in quanto gli approfondimenti tecnici fatti con i Vigili del Fuoco non portano immediatamente a questo perché non c’è un problema così cogente diffuso e generalizzato sull’immobile; ci sono delle problematicità su punti precisi e la diffida va ad operare su questi. Laddove non venisse ottemperata la diffida si passerà all’ordinanza. Comunque sono stati fatti i sopralluoghi richiesti dalla mozione».

La mozione impegnava inoltre il Consiglio Comunale stesso e la Giunta, nei limiti delle proprie funzioni, ad una rivisitazione dello strumento urbanistico atta a rivedere le funzionalità dell’area interessata. Ci state lavorando? Che tempistica si prospetta?

«Noi siamo in una fase di prossima revisione complessiva degli strumenti urbanistici. Se le previsioni che attualmente sono in essere in quell’area non dovessero avere un’attuazione, giocoforza si rivisiteranno gli strumenti urbanistici affinché si trovi una soluzione più praticabile. Se la soluzione attuale non ha avuto e non sta avendo i risultati sperati è chiaro che lo strumento urbanistico deve trovare le strade giuste affinché la cosa sia sistemata».

Il documento approvato in Aula stabiliva anche che la Giunta assieme agli uffici comunali verificasse se fosse posto a carico della proprietà dell’edificio il pagamento del suolo pubblico relativo alla porzione di marciapiede di via Cavour e in caso affermativo impegnava ad addebitare alla proprietà stessa i costi di occupazione di suolo pubblico dall’inizio della chiusura del tratto di marciapiede. Sotto questo profilo cosa avete rilevato?

«Stiamo approfondendo, ma stiamo analizzando questo aspetto in maniera congiunta rispetto a quello della diffida fatta; vediamo le due cose univocamente, con tutto quello che ne conseguirà perché questo è un aspetto importante, ma è bene che si gestisca assieme alla questione della diffida».

Diffida, che nello specifico prevede?

«Sono stati individuati tecnicamente alcuni punti per i quali si necessita una sistemazione e messa in sicurezza. La diffida intima la proprietà affinché operi su questo».

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