Il vicesindaco Alberto Benedetti

Il segretario RC, Alberto Benedetti

Collesalvetti Rifondazione Comunista non condivide e, se fosse stata rappresentata in Consiglio Comunale, avrebbe votato contro al Bilancio di Previsione 2015 del Comune di Collesalvetti. Una notizia clamorosa visto che fino alla scorsa legislatura i comunisti locali facevano parte della compagine di maggioranza in Comune e che alle ultime elezioni si erano presentati non in contrapposizione, ma in coalizione col il PD con cui Bacci è stato eletto per il secondo mandato.

 

«Il Bilancio Previsionale di un Comune – si legge in una nota del direttivo RC – è l’atto fondamentale dell’ente e dell’Amministrazione Comunale stessa, quindi sarebbe troppo facile fermarci solamente ad aspetti che paiono positivi, come il non aumento della tassazione, e non esaminare tutto il resto del contenuto. Poteva essere anche facile, dalla nostra posizione, prenderci meriti per tale risultato, ma non è nel nostro dna di comunisti e secondo noi è addirittura secondario come risultato rispetto ad altri aspetti». Tre i motivi per cui Rifondazione Comunista non approva questo bilancio previsionale e non lo avrebbe votato se fosse rappresentata in questo Consiglio Comunale:


 

LA CHIUSURA DELL’ISTITUZIONE SCHUMANN 

«Riteniamo sbagliato – così i comunisti locali – anche se a monte di tale scelta ci fosse una direttiva di legge nazionale governativa, che obbliga i Comuni a dismettere tali realtà. L’istituzione Schumann rappresenta oramai da anni un vero e proprio valore aggiunto sul nostro territorio dal punto di vista sociale e culturale. Oltre ad organizzare una programmazione culturale e di buon livello per tutti i cittadini, soprattutto negli ultimi anni,  l’Istituzione rappresenta, come detto, un vero e proprio presidio sociale per il territorio comunale e non solo. Circa 120 ragazzi, che anche quest’anno hanno frequentato la scuola di musica, un nutrito e ben formato numero di insegnanti e decine e decine di ragazzi colligiani che da lì sono partiti per poi dar seguito ad una passione come la musica, pagando una retta bassissima accessibile a tutte le famiglie, anche quelle più in difficoltà».

 

«Si poteva prevedere un controllo maggiore e più rigore nelle relazioni  di spesa, si poteva prevedere un controllo diretto delle spese da parte degli uffici comunali e si poteva persino accettare una revisione in basso dei finanziamenti comunali, del resto: la crisi è crisi. Ma non possiamo accettare di essere arrivati addirittura alla chiusura per favorire poi un privato, tramite regolare bando pubblico, che venga a gestire non più una Istituzione Comunale, ma una scuola privata di musica e canto e la gestione manageriale di una Sala Spettacolo. Addio a tariffe agevolate per figli di lavoratori e famiglie in difficoltà e addio spettacoli per tutti alla portata di tutti, questo sarà il risultato».

 

CHIUSURA DEI CENTRI COTTURA COMUNALI DA GENNAIO 2016

«Anche su questa questione si è, a nostro avviso, intrapreso la via più semplice, non volendo nemmeno tentare un percorso, che avevamo suggerito, che andava fuori dalla stringente logica imprenditoriale, ovvero “questa voce di spesa è alta, bene, la tagliamo e la privatizziamo”. Scelta e logica troppo semplici e che nulla ha a che fare con scelte di Sinistra. Semplice fino a tal punto di rendere, a nostro avviso, la scelta rischiosa, perché dal momento che non ci sarà più personale del Comune all’interno dei Centri Cottura, l’Amministrazione non potrà controllare né i livelli qualitativi, né i livelli quantitativi, di ciò che esce da quelle cucine, l’unico termometro saranno i genitori che protesteranno, ma a quel punto sarà troppo tardi e quindi lì si potrà solo tentare di rimediare. In sintesi: il costo del personale comunale rimarrà, complessivamente, invariato e la partita si giocherà tutta sui ribassi che le aziende faranno per prendere in gestione i pranzi e le colazioni dei nostri figli».

 

«Infine, ad oggi non sappiamo ancora come verrà riutilizzato, all’interno della macchina amministrativa comunale, il personale uscente dai centri cottura, sei persone secondo i nostri calcoli, sul quale, avevamo formulato una proposta precisa non presa in considerazione dall’Amministrazione. Vedremo».

 

TAGLIO DEI FINANZIAMENTI DEL 50% CIRCA VERSO COLLECOOP

«Noi non avremmo mai potuto condividere una scelta amministrativa e politica di tale responsabilità. Sulla necessità che il rapporto tra Amministrazione Pubblica Locale e questa importante realtà del nostro territorio andasse chiarita e migliorata, non c’è ombra di dubbio. Riteniamo che forse fosse proprio ora il momento più opportuno per farlo, invece si è scelto di tagliar loro la metà dei trasferimenti e degli incarichi. A nostro avviso tutto ciò e sbagliato. Anni fa ci fu la volontà politica, in particolare di un partito preciso, di dare vita a Collecoop proprio per lanciarla sul territorio comunale e oltre, per dare una possibilità di lavoro, seria, anche a tutte quelle persone che nella società di oggi e in questo mercato del lavoro non sarebbero mai potuti entrare. La cosa avvenne anche a costo di qualche sacrificio e di mal di pancia, ma fu fatta la scelta che oggi, rappresenta un punto fermo per il territorio e non solo. Rappresenta una possibilità concreta di lavoro per molti soggetti svantaggiati e non solo, oltre che una garanzia ed un punto di riferimento per le manutenzioni del territorio Colligiano. Insomma, anche qui scelte, tempi e modalità completamente in contrapposizione rispetto ad un nostro modo di affrontare questa crisi che riguarda anche i Comuni».

 

L’affondo «A fronte di tutto ciò – questa la conclusione di Rifondazione Comunista – riteniamo quantomeno ingeneroso nei confronti della forza politica che rappresentiamo, che di fronte ad un contributo di ben quattro pagine, funzionale per la stesura del bilancio e spedito all’Amministrazione nell’aprile scorso, ci venga  risposto solo due giorni prima dall’approvazione in Consiglio Comunale e oltretutto in modo parziale. Ecco, ci vogliamo fermare qui, primo perché ci pare sufficiente per una eventuale lunghissima discussione, secondo, perché siamo a disposizione come forza politica, per approfondire e meglio chiarire le questioni di bilancio, con chiunque  ne abbia voglia o ne sentisse la necessità».

 

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