Adriano Roselli

Adriano Roselli

Collesalvetti Un fiume in piena che ne ha per tutti. Questo è Adriano Roselli, segretario dell’Unione Comunale del PD colligiano. Non vuole lasciar correre a seguito della lettura politica del voto fatta dai 5 Stelle di Collesalvetti (leggi qui). E nell’evidenziare il bilancio di 5 regioni su 7 conquistate dal PD si scaglia contro i pentastellati livornesi, per i quali parla di «inadeguatezza a governare», sottolineando come, a suo giudizio, la vittoria del Movimento a Livorno sia «dovuta più ai demeriti degli altri che non ai meriti dell’M5S». Per concludere invitando i 5 Stelle colligiani a fare «un sano bagno nella realtà».

 

«Nella migliore delle tradizioni della vecchia politica – scrive Roselli in una nota – il Movimento 5 Stelle di Collesalvetti ci propina un’analisi del voto stile “vinciamo tutti, non perde nessuno”. D’altronde, a seguito delle elezioni regionali di domenica scorsa, con un bilancio di 5 regioni su 7 conquistate dal PD per un quadro complessivo che vede il Partito Democratico al governo di 17 regioni su 20, è comprensibile una qualche difficoltà da parte grillina a commentare questi risultati, soprattutto considerato che delle 3 regioni restanti, neppure una è governata dal partito di Beppe Grillo».


 

«A Livorno dimostrano inadeguatezza a governare» Per il segretario dell’Unione Comunale del PD colligiano, dunque, «è necessario inventarsi una realtà parallela nella quale rifugiarsi, per accettare dati del genere; è indispensabile alzare un polverone che mescola numeri e risultati di elezioni diverse per nascondere agli occhi dei cittadini il dato incontrovertibile per il quale, a fronte del passare degli anni e delle tornate elettorali, il Movimento 5 Stelle non riesce a diventare forza di Governo. Del resto i grillini sanno che il diventarlo sarebbe la fine, per un movimento che fa dell’accusa a “chi c’era prima” il leit motiv della propria azione politica: dovesse davvero toccare a loro, arriverebbe l’ora delle responsabilità e, come dimostra proprio la vicina Livorno, dell’evidente inadeguatezza a ricoprire incarichi di governo».

 

«Proprio il contesto nel quale viviamo, con la vicina Livorno a guida Nogarin, rende più semplice per i pentastellati colligiani immaginarsi una realtà parallela: peccato che anche qui ci siano i dati a fare chiarezza, per cui balza all’occhio come a fronte di un incremento percentuale di circa 3 punti del M5S (di questo passo per avere la maggioranza assoluta in città i nostri amici dovrebbero aspettare qualcosa come appena 10 anni) il PD abbia registrato un +7% rispetto alle amministrative, doppiando i consensi del partito del Sindaco».

 

Adriano Roselli

Roselli assieme al sindaco Bacci

Il quadro regionale «Ci vorrebbero un po’più di umiltà e di buon senso, da parte grillina, nel leggere i dati di queste regionali. Soprattutto ci vorrebbe amore per la verità. I grillini di Collesalvetti parlano di un Movimento 5 Stelle in crescita, addirittura “primo partito in tre regioni”. E dove? Nella nostra Toscana il Partito Democratico ha preso il 46,35% mentre i Cinque Stelle sono al 15,13%, staccati di oltre 30 punti e superati anche dalla Lega Nord. In Campania e Puglia, dove le liste collegate ai candidati presidenti erano numerose e dunque il consenso sul centrosinistra è stato spalmato su più simboli, il PD è comunque avanti al M5S; per non parlare delle Marche (35% a 18%) o dell’Umbria (35% a 14%), passando per il Veneto (avanti il PD di 6 punti) e arrivando alla Liguria di Beppe Grillo, dove il partito del comico genovese arriva dietro al PD della tanto vituperata Paita di 3 punti. Dunque in nessuna regione il M5S è primo partito, anzi, appare chiaro che in nessun contesto regionale il partito di Grillo sia stato preso in considerazione come possibile alternativa di governo».

 

Il quadro politico colligiano «Quanto ai giudizi sulla politica colligiana, mixati al risultato ottenuto dal PD sul nostro territorio (con uno scostamento di solo il 2% rispetto al risultato regionale) che dire?! Un bel cocktail ad uso e consumo dei fedelissimi di Grillo. Il nostro Comune si è infatti espresso in linea con i risultati del resto del territorio regionale e del territorio coperto dalla federazione livornese del PD: il presunto calo di consensi rispetto alle amministrative è semplicemente l’effetto derivante dal mancato trascinamento che esercitano i candidati di espressione locale, che come PD siamo in grado di proporre in occasione delle amministrative. Il nostro partito è realmente legato al territorio ed è in grado di portare un valore aggiunto attraverso le candidature locali. Per tornare ai dati reali: i voti di preferenza presi dai nostri consiglieri eletti di per sé sono valsi nel 2014 qualcosa come 2329 voti, a fronte di un totale complessivo di preferenze espresse a favore degli eletti M5S pari a 105».

 

«La vittoria livornese?! Più demerito di altri che merito dei 5 Stelle» «Questi sono i dati, che si prestano peraltro a un’altra interpretazione: l’effetto trascinamento del M5S è solo e soltanto legato alle gesta di Beppe Grillo e Casaleggio. Una sorta di partito in franchising per il quale l’unico riferimento è il marchio. Un marchio, peraltro, che si sta dimostrando incapace dalle Alpi a Lampedusa di rappresentare un’alternativa di governo a qualsiasi livello: locale, regionale, nazionale. Livorno è una delle poche eccezioni, dovuta più ai demeriti degli altri che non ai meriti dell’M5S. Eccezione della quale si vedono i risultati: mentre il PD colligiano si accinge ad approvare un bilancio in cui le tasse su casa e lavoro rimarranno invariate e quelle sui rifiuti scenderanno del 10%, a Livorno i cittadini si sono ritrovati un aumento del 20% della TARI e tasse sparate al massimo anche su casa e lavoro, senza neppure una fascia di esenzione sull’addizionale IRPEF con l’aliquota per tutti allo 0,8! (leggi qui la querelle fra le due amministrazioni, ndr). La cantilena è che i poveri amministratori pentastellati livornesi siano stati costretti dai lasciti delle precedenti amministrazioni. Peccato che questi lasciti siano invece lo specchietto dietro al quale si celano scelte fatte ad arte da questa amministrazione che, peraltro, aveva promesso di diminuire il carico fiscale. Tra realtà e fiction la distanza è enorme: gli effetti speciali oggi fanno miracoli, ma consiglierei ai nostri amici grillini un sano bagno nella realtà, prima di lanciarsi in autoacclamazioni a dir poco esagerate».

 

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