Isabella Scotto

Isabella Scotto

Guasticce «I manifestini in paese?! Non mi nascondo affatto; li ho messi io». Così Isabella Scotto, residente nel paese, risponde al presidente del Consiglio di Frazione, Enrico Del Corso, che pubblicamente aveva lamentato la mancanza di firma/e su quei manifestini (leggi qui).

 

«Qualche “anonimo” in compenso me li ha strappati» «Lo dico anche qui senza problemi. I volantini li ho affissi io. Non sono firmati perché frutto dell’iniziativa di più persone e non volevo assumermene la paternità esclusiva (ma ripeto: li ho affissi io) e erano (dico “erano” perché qualche “anonimo” li ha democraticamente strappati) affissi sotto la convocazione dell’assemblea proprio perché era un invito a prendere parte alla stessa. Niente terrorismo e sciacallaggio. Era un modo per attirare l’attenzione dei cittadini su una cosa importante che, per passare inosservata, viene chiamata “impianto di cogenerazione”. Infatti le persone con cui ho parlato non sapevano niente». La Scotto spiega di averli affissi sotto a quelli del Consiglio di Frazione «affinché fosse chiaro che si riferivano alla stessa cosa; non volevo assolutamente cercare l’approvazione del Consiglio, ma invitare a quella assemblea che il Consiglio stesso aveva organizzato».


 

manifestino

i manifestini della discordia

«Non ero talmente intenzionata a fare un qualcosa nell’oscurità che quei volantini li ho dati personalmente e direttamente in mano a diverse persone, parecchie delle quali ieri, all’assemblea, mi hanno personalmente ringraziato. Se avessi voluto agire in maniera nascosta e anonima, non avrei fatto questo».

 

«Io non sono Veronesi e nemmeno Zichichi – prosegue la Scotto – ma non esiste studio che possa dire che queste centrali mantengono inalterato o migliorano il livello di inquinamento dell’aria. Quindi un cittadino perché dovrebbe approvare che venga fatta a 1,1 km da casa propria? Se poi in alcune città queste vengono scelte come soluzione alternativa ad altre peggiori per l’approvvigionamento ad esempio di acqua calda e/o corrente, queste sono scelte condivisibili. La chiave è nella parola”alternativa”».

 

«Qui la cosa è ben diversa. A noi non verrebbe niente a vantaggio con questa centrale che si inserirebbe in un contesto ambientale già molto inquinato e che servirebbe solo ad arricchire chi la fa. Per noi solo guai di fumo, ceneri, traffico merci, smaltimento e immissioni dannose. Non mi pare un bel panorama. Se la gente si spaventa è solo un bene! Come sappiamo tutti la rana messa nella pentola con l’acqua fredda e poi scaldata, finisce per bollire e non scappa neppure».

 

La Scotto – che ritiene «fuori luogo i toni usati nei miei confronti» – è convinta che il problema si sia troppo sottovalutato: «se ieri è accaduto quel che è accaduto, qualcuno si ponga delle domande».

 

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