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Manuela Mariani, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo 2 di Stagno

Stagno – Dalla continuità didattica ai rapporti con l’Amministrazione Comunale affinché garantisca un sistema di trasporti atto a concretizzare questa continuità; dalle metodologie didattiche alla scuola di Castell’Anselmo a Guasticce; passando per i progetti didattici inerenti le lingue e la musica. Sono davvero numerosi i temi che il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo 2 di Stagno, Manuela Mariani, affronta nella sua prima intervista a Collenews. La dottoressa Mariani parla con noi anche della necessità di un cambiamento rispetto alla didattica tradizionale, improntato sull’acquisizione di 8 competenze chiave stabilite dal Parlamento Europeo, fra cui la competenza delle competenze: “imparare ad imparare”: «quando un alunno ha acquisito gli strumenti metodologici e culturali  per confrontarsi con ogni percorso di studio e disciplina, ha acquisito quelle competenze trasversali che gli consentono, appunto, di affrontare la vita e risolvere i problemi del quotidiano, anche quelli più banali». La settimana lunga e quella corta; l’abbandono delle pagelle cartacee e la mobilità fra gli insegnanti. Un’intervista a tuttotondo sulla realtà scolastica della zona, di cui fanno parte i plessi di Stagno; Guasticce; Nugola e Castell’Anselmo.

 

Dottoressa Mariani come viene assicurata la continuità nella realtà scolastica della zona?


 

«Noi facciamo un lavoro approfondito sulla continuità perché riteniamo che sia un elemento determinante nella crescita del bambino e del ragazzo, successivamente, tanto più nel nostro territorio perché i plessi sono dislocati in maniera distante l’uno dall’altro. Facciamo dunque particolare attenzione alla continuità fra la scuola d’infanzia e la scuola primaria e fra la scuola primaria e quella secondaria di primo grado, cercando anche di invertire alcune tendenze storiche, oserei dire, come, per esempio, il fatto che i ragazzi della scuola primaria di Nugola si sono sempre diretti alla scuola di primo grado di Collesalvetti. Noi cercheremo di contrastare ciò perché, altrimenti, si interrompe, appunto questa continuità e tutto il lavoro messo su con i docenti, di ordine didattico, valutativo e anche psicologico – perché facciamo particolare attenzione a questa dimensione – si interrompe se i bambini si dirigono da un’altra parte. In alternativa sarebbe meglio che questa scuola stesse allora nell’altro comprensivo. Con i docenti questo lavoro è già in atto; dovremo farlo con i genitori e anche con l’Amministrazione Comunale perché abbiamo bisogno di un servizio di trasporti che faciliti il percorso della continuità. Ne abbiamo già parlato, sia con l’Assessore Fantozzi che col Sindaco ed entrambi si sono detti favorevoli, quantomeno rispetto all’idea della continuità, poi, per quanto inerisce l’aspetto tecnico, le cose sono evidentemente più complesse. Poi, evidentemente, devono esserci anche momenti di doverosa discontinuità perché il soggetto è nella fase evolutiva, per cui ci sono rapporti diversi, carichi di lavoro diversi…».

 

Come dirigente scolastico, su cosa ha puntato principalmente in questi anni?

 

«Sicuramente sui docenti; sul senso di appartenenza al proprio Istituto Comprensivo e questo anche in ordine a ciò che dicevamo prima relativamente alla continuità. Poi sulle metodologie didattiche; soprattutto relativamente alle nuove tecnologie. Abbiamo provveduto ad installare in tutte le scuole le LIM (lavagne interattive multimediali, ndr), ma anche computer, in modo tale che la didattica possa avvalersi di queste innovazioni tecnologiche che, di per sé, non significano niente, ma che se c’è una preparazione di base dei docenti possono risultare assai positive. I ragazzini, poi, sono più motivati con una didattica di questa natura».

 

Facciamo un po’ il punto sulla scuola di Castell’Anselmo a Guasticce. State valutando soluzioni alternative per i bambini di Castell’Anselmo?

 

«Sarà poi Nugola il centro di riferimento con la nuova scuola d’infanzia. Gli accordi erano questi per cui l’attuale situazione a Guasticce dunque dovrebbe essere temporanea. Con ciò, gli alunni si trovano comunque bene; l’edificio è stato ristrutturato, ha un bel giardino… mi sembra che ci sia consenso da parte dei genitori degli alunni che frequentano questa scuola».

 

Quali progetti ha in cantiere?

 

«Attivati alcuni progetti inerenti la musica e la dimensione linguistica. C’è un progetto inerente lo studio della tastiera, gratuito, per gli alunni, che si svolge il pomeriggio con un’insegnante specializzata che prepara questi ragazzi allo studio della tastiera e che comprende anche un’esibizione finale. Dal punto di vista delle discipline linguistiche, approfondimento della lingua inglese, anche questo in orario extrascolastico, con insegnanti madrelingua e certificazione finale delle competenze per coloro che frequentano questo percorso».

 

A suo giudizio, quali sono i vostri punti di forza rispetto ad altri istituti?

«Io non so quali siano i nostri punti di forza rispetto ad altri perché mi concentro sul lavoro interno più che sulla comparazione con altri Istituti. Noi stiamo canalizzando tutto il piano dell’offerta formativa – curricolo ed extracurricolo – all’acquisizione delle otto competenze chiave che il Parlamento Europeo ha stabilito nel 2006 come fondamentali per stare in questa società: 1 comunicazione in lingua madre (che sembra banale, ma abbiamo molti episodi di analfabetismo di ritorno); 2 comunicazione in lingue straniere; 3 competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4 competenza digitale; 5 competenze sociali e civiche (altra competenza fondamentale in un mondo in cui c’è sopraffazione); 6 spirito d’iniziativa (perché ai nostri ragazzi bisogna insegnare che, in determinati momenti, se non sempre, occorre attivare la creatività); 7 consapevolezza ed espressione culturale e, ultima ma non ultima, 8 imparare ad imparare (che è la competenza trasversale di fondamentale importanza; quando un alunno ha acquisito gli strumenti metodologici e culturali  per confrontarsi con ogni percorso di studio e disciplina, ha acquisito quelle competenze trasversali che gli consentono, appunto, di affrontare la vita e risolvere i problemi del quotidiano, anche quelli più banali). Queste competenze, che si trovano anche nelle prove Invalsi, implicano una didattica diversa da quella tradizionale».

 

Quali nuove iniziative avete attivato in questo anno scolastico?

 

«Noi promuoviamo le attività sportive, in collaborazione col Coni e le società sportive; ma ci attiviamo anche su percorsi di tipo psicologico, soprattutto laddove vi sono problematiche inerenti la crescita, piuttosto che i rapporti interpersonali fra gli alunni. Ci sono poi progetti inerenti le singole discipline, anche in collaborazione col Comune e la Biblioteca, ma anche con la Pro Loco, la Casa Famiglia… Abbiamo un rapporto molto intenso, in questo senso, con le realtà del territorio».

 

Molti mi chiedono perché quest’anno non viene fatto il consueto incontro con i genitori dei futuri iscritti. Le giro la domanda

 

«Ne abbiamo fatti tantissimi; tante giornate di Open Day nell’ambito delle quali viene presentata la scuola; le sue strutture; il personale e le attività. Stiamo facendo particolarmente in questi giorni delle riunioni apposite per illustrare le modalità di iscrizione, che sono on line. Questa osservazione ci rende dunque perplessi».

 

Io riferisco quanto a me viene detto in qualità di giornalista e mi limito a riportare osservazioni altrui. Se fossi a pieno nel mondo della scuola non farei il cronista, ma l’insegnante o il preside

 

«Guardi questi dèpliant! Sono la riprova che iniziative di questo genere ci sono. Alcune iniziative possono anche sfuggire ai genitori, ma, magari, se si sintonizzano sul nostro sito (www.ic2stagno.it, ndr) hanno la possibilità di avere le informazioni in tempo reale, anche sulle iscrizioni, che – lo ripeto – sono esclusivamente on line, a parte per la scuola d’infanzia».

 

Ci vuol descrivere il nuovo Piano di Offerta Formativa?

 

«Tutto il nostro Piano verte sugli 8 punti di cui abbiamo parlato prima. La sfida, oltre che contenutistica, è di tipo metodologico-didattico; attraverso metodologie innovative si riesce a coinvolgere di più gli alunni, anche e soprattutto coloro che hanno problematiche di apprendimento o comportamentali».

 

Quest’anno verranno fatti gli scrutini on line. E le pagelle cartacee?

«Ci lasceranno! Questo è un adempimento che la normativa sulla dematerializzazione ci  impone da tempo. Quest’anno abbiamo dato luogo ad una formazione specifica per i nostri docenti e per la prima volta noi consegneremo ai genitori una password, mediante la digitazione della quale i genitori possono accedere alla scheda di valutazione dell’alunno che prima ricevevano a mano, in forma cartacea. Poi, evidentemente, possono anche stamparsela o, come spesso consigliamo, salvarsela sul PC. Questo rappresenta sicuramente una modalità più veloce; si risparmia tanto cartaceo, ma anche tempo; ciascuno può, in un attimo, dal proprio PC, accedere alla scheda valutativa del proprio figlio».

 

C’è molta mobilità fra gli insegnanti?

 

«No, anzi. Alcuni dei nostri plessi, al contrario, si caratterizzano per avere al loro interno degli insegnanti che vengono definiti “colonne portanti” della scuola. Chiaramente, poi, qualcuno va in pensione, anche se più raramente a causa di queste normative (ride), ma non c’è molta mobilità e questo va a tutto vantaggio di ciò di cui parlavamo prima, ossia la continuità, la quale è data soprattutto dai docenti. Farei anche un ultimo accenno…».

 

Prego

 

«Mi piacerebbe realizzare anche iniziative colte al coinvolgimento dei genitori, fare i quali rappresenta sicuramente un compito molto difficile. Mi piacerebbe organizzare incontri a tema sull’età evolutiva; sulle problematiche adolescenziali (l’uso del  web; l’educazione alla sessualità…). Ci piacerebbe  che la scuola instaurasse con le famiglie un rapporto sempre più collaborativo. La triade educativa si realizza se al centro c’è l’alunno e ai lati la famiglia (che gioca il ruolo più importante) e la scuola. Infine, vorrei ricordare l’orario per i ragazzi della scuola media di Stagno per il prossimo anno, che potranno scegliere fra due opzioni: Settimana lunga (08:15 – 13:15, tutti i giorni, compreso il sabato) e Settimana corta – la novità – (08:15 – 14:15, tutti i giorni, escluso il sabato). Questo anche per venire incontro alle esigenze delle famiglie, che magari vogliono trascorrere il fine settimana assieme ai figli. Qualche genitore ci ha chiesto se l’orario della settimana corta non sia troppo lungo. Noi rispondiamo che a Livorno la settimana corta c’è da tempo e tuttavia ci sono 2 intervalli, in questo caso, per far ristorare i bambini. Tuttavia c’è chi dice che il vero problema non è tanto per i bambini, quanto per gli insegnanti (ride)».