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Andrea Crespolini, Assessore al Bilancio del Comune di Collesalvetti

Andrea Crespolini è l’Assessore al Bilancio della Giunta Bacci. Un Assessore che «non viene praticamente mai visto all’opera da parte dei cittadini, a differenza del collega dei Lavori pubblici» ma che ciononostante ha vinto il sondaggio di Collenews con 153 voti. L’Assessore ai Lavori Pubblici, Massimo Minuti, tuttavia, a riprova della logica di cui parlava Crespolini, non lo ha distanziato di molto: 27 voti di differenza. Crespolini, nella sua prima intervista al nostro giornale, è un Assessore a tutto campo. Umile («la forza dell’Assessore al Bilancio è la forza della squadra che gli sta intorno») e deciso («mantenere invariato il budget di bilancio per i servizi sociali») al contempo . Dalla necessità di politiche tributarie di un certo tipo sulla prima casa all’auspicio di poter agevolare le attività produttive col bilancio 2014, passando per gli sprechi di Stato («F35 e ministeri») e la possibile riconferma all’Assessorato al Bilancio, la lunga intervista al politico di Giunta più amato dai lettori di Collenews.

 

Assessore Crespolini, stando a coloro che hanno votato il sondaggio di Collenews sull’Assessore preferito, lei è il politico di Giunta più apprezzato dalla gente. Perché la apprezzano tanto?


 

«Perché…. Non saprei dire. Sicuramente è inusuale; l’Assessore al Bilancio non viene praticamente mai visto all’opera, sul campo, dai cittadini; non è come l’Assessore ai Lavori Pubblici, che si occupa di manutenzione di strade, marciapiedi… Quindi già questo è un elemento che non aiuta questa figura; l’Assessore al Bilancio non è subito riconoscibile. Sicuramente la forza dell’Assessore al Bilancio è la forza della squadra che gli sta intorno. Il Sindaco Bacci ha messo su una squadra, peraltro con un’età media molto giovane, che si è subito affiatata e questo è importante perché quando si va a fare un bilancio di previsione, prima se ne costruisce l’architettura in Giunta, condividendo il percorso anche con il Sindaco; ci sono poi i passaggi in commissione e nei partiti e la forza è dunque avere una squadra di Giunta che ti sostiene; il percorso è più in discesa, in questo modo. Talvolta abbiamo avuto scontri sul bilancio, ma alla fine si è tutto risolto con una mediazione che contemperava varie visioni delle politiche che stanno dietro al bilancio. Ciò che è la forza di un Assessore al Bilancio è quindi la squadra che lo circonda; colleghi politici e uffici tecnici. Il Sindaco ha dunque creato una bella squadra che lavora bene».

 

In una recente intervista al nostro giornale una rappresentante dei commercianti ha denunciato l’eccessiva pressione delle tasse ed il fatto che occorrerebbe attivarsi di più per la promozione turistica del territorio, al fine di far respirare un po’ l’economia locale. Cosa può fare il Comune in questo senso?

 

«Mi riconosco in questa denuncia. I Comuni sono stati in questi anni oggetto di diminuzione consistente dei trasferimenti e questo sia a livello statale sia per quanto inerisce le politiche tributarie che gli Enti Locali, in autonomia, decidono di applicare. Siamo passati dall’ ICI, alla sua sospensione; poi l’IMU e ora la nuova IUC, che raccoglie IMU e TARES. Purtroppo i Comuni sono stati vittime di una cospicua diminuzione di ciò che lo Stato versava fino a 5-6 anni fa e si sono dovuti ritrovare a scegliere fra mantenere alcuni servizi, nella loro dimensione qualitativa e quantitativa e contemperare quest’esigenza con un aumento delle tasse, oppure decidere di fare, come hanno fatto alcuni Comuni del Nord, di diminuire i  servizi erogati, soprattutto nel settore del sociale e anche le relative tasse. Noi abbiamo fatto una scelta precisa, condivisa, che è stata quella di cercare di mantenere costante l’unica vera grande spesa che abbiamo sul bilancio: i servizi sociali. Questa decisione graverà principalmente per esempio sull’IMU, che abbiamo deciso di far gravare maggiormente sulle seconde case e sugli altri fabbricati. Del resto… dove reperire le risorse per mantenere intatti i servizi sociali?! O dall’IMU sulla prima casa oppure dall’IMU sugli altri fabbricati. Ecco; noi abbiamo deciso di tutelare le prime case, che sono frutto di grandi sacrifici, di mutui… Andiamo quindi, purtroppo, ad aumentare la tassa sugli altri fabbricati e, purtroppo, in questa categoria, ci sono anche le attività produttive. In quest’ambito ci sono due aliquote, però: una più significativa per le attività più consistenti e una più ridotta per la piccola e media impresa. Mi rendo però conto che il gettito richiesto alle attività produttive è notevole. Col bilancio 2014 auspico si possano agevolare queste realtà o comunque non aumentare in maniera vertiginosa le aliquote sulle attività produttive».

 

Lei ha parlato, relativamente alla vostra Amministrazione, di una «politica tributaria basata sulla consapevolezza dell’importanza della prima casa», tema molto caro a Silvio Berlusconi. Il recente faccia a faccia del Segretario del suo partito con lo stesso leader di Forza Italia…. Insomma:PD meno L? Come replica a coloro che accusano il Pd di essere l’altra faccia della medaglia dell’ex PdL, di avere insomma un’idea politica pressoché identica?

 

«Intanto sull’ICI e sull’IMU bisognerebbe fare un po’ di chiarezza; l’IMU è stata voluta e applicata dal Governo Berlusconi; questo è un aspetto che spesso viene ignorato. Il fatto che vi sia una tassazione sulla prima casa non deve apparire come qualcosa di scandaloso; il fatto che un Comune debba investire su strade, marciapiedi, servizi, etc… presuppone che esso debba percepire qualche risorsa finanziaria. Il dato che, a livello europeo, ma anche extraeuropeo, emerge è che la casa è tassata, anche se in maniera un po’ diversa. Il Comune che investe su un quartiere aumenta le tasse, è ovvio. Ma è evidente la differenza fra un’abitazione che ha vicino i trasporti del servizio pubblico, la Biblioteca o una piscina e un’abitazione che non ha questi servizi. Chiaramente la prima ha un valore maggiore. Se il Comune investe, quindi, bisogna che un gettito dalle prime case lo percepisca. E’ vero che sulle prime case gravano anche mutui e prestiti, però è necessario capire che o si chiedono i servizi al Comune, ma allora gli si devono dare gli strumenti per attuarli, oppure non si richiedono i servizi, ma allora ci si trova nella situazione degli stati del Nord, dove non c’è quasi manutenzione, se non a livello privato, ma bisogna pagare le ditte private, appunto, quindi… L’IMU sulla prima casa non rappresenta quindi nulla di scandaloso, salvo giochetti giuridici particolari. L’IMU, tolta dall’abitazione principale, verrà comunque sostituita dalla IUC e la TASI. Come la si mette, la si mette; gli Enti Locali hanno sempre bisogno di un gettito derivante dalla tassazione sulla prima casa».

 

Accennavamo prima alla difficoltà per le imprese di andare avanti. Se anziché essere Assessore al Bilancio del Comune di Collesalvetti fosse Ministro dell’Economia – giochetti della politica permettendo – quale politica economica attuerebbe?! E, soprattutto, dov’è che bisogna veramente tagliare – questo sia a livello nazionale che locale – per trovare  fondi da reinvestire per far ripartire l’economia?

 

«E’ la domanda di fronte alla quale anche i più grandi economisti rimangono un po’ ammutoliti; è difficile dare una ricetta. Sicuramente non ho le competenze per fare il Ministro dell’Economia. Io vedo alcune cose che penso siano sotto gli occhi di tutti. Dal mio livello, quantomeno, si vedono in una determinata ottica; al livello del Ministro dell’Economia, magari cambia qualcosa. Dal mio punto di vist,a noto alcuni sprechi: ad esempio le spese militari (F35 per esempio). Si poteva dare un bellissimo segnale, sia da parte del Governo Monti che del Governo Letta, diminuendo significativamente questo impegno di spesa, cosa che avrebbe consentito di diminuire la pressione fiscale sui cittadini e sulle attività produttive, dando sollievo e possibilità di ripresa all’economia stessa. Un’altra cosa che noi, a livello di Enti Locali, vediamo è che non è stato oggetto di tagli l’apparato del Governo e quindi i Ministeri, che sono istituzioni che non hanno quindi contribuito al risanamento del debito pubblico, a differenza degli Enti Locali. Necessario quindi rivisitare, in maniera reale, non di facciata,  i costi dell’apparato ministeriale. Avremmo bisogno poi di diminuire il cuneo fiscale sul lavoro; ho diversi amici  che a 30/35 anni non hanno la possibilità di essere inseriti nel mondo del lavoro perché in questo paese fino a 29 anni si è assunti con il contratto di apprendistato (perché questo dà luogo ad agevolazioni), mentre dopo i 30 anni, o si ha una significativa specializzazione in qualcosa, oppure, se si ha una specializzazione media (anche da Università come la mia, Scienze Politiche), non c’è  possibilità di accedere al mondo del lavoro. Questi miei amici sono quindi andati all’estero. Una coppia è andata in Germania; là ci sono agevolazioni fino all’età pensionabile; addirittura lì c’è un percorso per cui al lavoratore viene insegnata la lingua la mattina; gli viene trovato un lavoro part-time loro e poi si accede al full-time nello stesso settore. Bisogna quindi diminuire la pressione fiscale sul lavoro e consentire all’imprenditore di assumere questa marea di disoccupati, che non hanno specializzazioni. Necessario poi ripensare all’architettura istituzionale dello Stato (con Renzi si sta andando in questa direzione); fondamentale la Camera delle Regioni. Necessario poi ripensare il finanziamento pubblico ai partiti; occorre andare verso il modello statunitense; fare in modo che i privati possano contribuire mediante donazioni. Bisogna però contemperare l’esigenza di avere una sottoscrizione di fondi privati con quella di far sì che poi questi privati non possano usare questo strumento in maniera vessatoria. Quando sarò Ministro dell’Economia, poi (ride, ndr), vedremo cosa fare».

 

Il Sindaco Bacci si ricandida a Collesalvetti. Ritiene possibile una sua riconferma all’Assessorato al Bilancio?

 

«Non so. Io mi metto a disposizione. In questi 5 anni il mio impegno è stato assoluto; ho cercato sempre di lavorare in un’ottica di collaborazione stretta e leale col Sindaco, come deve essere per l’Assessore al Bilancio. Spero che nella prossima legislatura ci possa essere per il Sindaco la possibilità di riproporsi e portare a termine ciò che ha fatto in questi 5 anni, che non sono molti per portare a termine un programma amministrativo. Qui non usa cercare accordi prima della campagna elettorale; noi ci mettiamo a disposizione, ma non facciamo politica di professione; ciascuno di noi ha il proprio lavoro; se veniamo riconfermati – penso di poter parlare anche a nome degli altri Assessori – bene, altrimenti ciascuno torna al proprio lavoro, come dovrebbe essere nella logica di chi fa politica, sia a livello nazionale che locale».