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Il Sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci

Una conversazione a 360 gradi, sia strettamente politica che di carattere amministrativo. Nella sua prima intervista al neonato Collenews il primo cittadino di Collesalvetti affronta numerosi temi: dalle questioni interne al suo partito («non potrei mai far parte di un partito dove si può parlare solo se autorizzati dal capo» e «siamo alla fine del correntismo»), ai rapporti con l’opposizione, di Centrodestra (con la quale c’è un «rapporto costruttivo e positivo») e di Sinistra (con la quale c’è un «rapporto deteriorato nonostante la comune radice progressista e riformista che ci accomuna», ma non drasticamente finito: «potremo ridiscutere anche i termini di un’alleanza»). Quanto al Movimento 5 stelle, Bacci parla di «fascinazione che ha sull’elettorato la figura di Beppe Grillo», ma mette in guardia dal solo «effetto mediatico»: «conta anche la qualità della proposta che si elabora a livello locale». Quanto al cambiamento di verso nel Pd, il monito ai colleghi di partito: «In questa rivoluzione posto per opportunisti o “poltronisti”, non ce n’è». Quanto alle questioni di natura più prettamente amministrativa, Bacci ricorda gli investimenti sui servizi al cittadino; la bassa imposizione IMU; parla dell’ampliamento delle funzioni urbanistiche all’interno dell’Interporto e della salvaguardia del territorio, «soprattutto dal rischio idrogeologico». Per il primo cittadino colligiano, c’è bisogno di «scelte credibili, graduali e lungimiranti». Fondamentali tre aspetti: scuola, ambiente e lavoro.

 

Sindaco Bacci, con la vittoria di Matteo Renzi il Pd (forse l’Italia?) ha cambiato verso. Lei è Sindaco di Collesalvetti da parecchio tempo ormai, tanto che è a fine mandato. Collesalvetti ha cambiato verso in questi 5 anni? Se sì, in che modo?


 

«Il “cambiamento di verso” non è di per sé un paradigma positivo. Lo è, senza dubbio, in relazione all’ambito nazionale, stante la situazione vissuta in questi ultimi venti anni. E già dalle prime mosse, a distanza di appena un mese, è evidente come la guida del PD da parte di Matteo Renzi, stia imprimendo netti segni di discontinuità positiva rispetto al recente passato. Durante il mio primo mandato da Sindaco, invece, Collesalvetti ha proseguito sulla linea dell’equità e della giustizia sociale, nel solco dei mandati passati, basti pensare agli investimenti sui servizi al cittadino, con l’apertura del nuovo Centro Socio-Sanitario, e al fatto di essersi guadagnati il podio tra i 57 comuni delle Province di Livorno e Pisa per la più bassa imposizione IMU sulla prima casa. Dopodiché ha certamente “cambiato verso” in merito a scelte strategiche: su tutte, l’ampliamento delle funzioni urbanistiche all’interno dell’Interporto, che dalla sola logistica è oggi passato anche al produttivo-manifatturiero, con conseguenze positive in ambito di sviluppo del territorio, come rilanciato sia all’interno del piano operativo triennale dell’Autorità Portuale che del piano industriale “2023” dell’Interporto stesso, così come positive sono state le conseguenze relativamente al concetto di salvaguardia del territorio, soprattutto dal rischio idrogeologico, con un freno al consumo di aree vergine e la riconversione, seppur parziale, di aree già urbanizzate. Molte altre sono le iniziative nelle quali abbiamo impresso un segno di discontinuità rispetto al passato, basti pensare all’impegno in ambito ambientale, dove abbiamo raggiunto e superato il 50% del fabbisogno energetico comunale mediante la diffusione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Siamo partiti dai 900 kW prodotti nel 2009, arrivando oggi a sfiorare i 7 MW. Soprattutto abbiamo cercato di far passare un messaggio: privilegiare la politica della credibilità dei piccoli passi consequenziali a quella dei grandi progetti faraonici che poi rischiando di trasformarsi in un boomerang per la collettività, come ad esempio è stato per il caso della Cittadella dello Sport».

 

Accennavo prima alla fine del suo mandato. Qual’é il suo destino politico? Sindaco di Livorno oppure sta lavorando per un secondo mandato a Collesalvetti? E se non sta lavorando per essere rieletto a Sindaco di Collesalvetti, chi vedrebbe bene in questo ruolo, fuori o dentro la sua stessa Giunta e/o Consiglio Comunale?

 

«Ho comunicato già nelle scorse settimane all’Assemblea comunale del Partito Democratico la mia intenzione di ricandidarmi a Collesalvetti. Ho da portare a termine moltissimi progetti che in questi cinque anni sono stati lanciati o hanno subito importanti avanzamenti. Senza contare che, in vista dell’ingresso del Comune di Collesalvetti nel Comitato Portuale, credo di poter dire che il baricentro del sistema economico locale tenderà ancora di più a spostarsi su Collesalvetti. Dunque le sfide sono molteplici e tutte troppo stimolanti per essere lasciate a “metà”».

 

Pd e Collesavetti, appunto. Come descriverebbe la situazione interna al suo partito? C’è unità e coesione, oppure uno scontro fra renziani, cuperliani e civatiani? Un collega, tempo fa, mi accennò che qualche consigliere comunale di maggioranza stava valutando l’ipotesi di una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Altro, copioso, lavoro giornalistico mi impedì di approfondire. E’ priva di fondamento questa notizia?

 

Bacci Demi Renzi

Il Sindaco Bacci assieme a Matteo Renzi e l’Assessore Demi

«Beh, direi proprio di sì. In Consiglio soprattutto non si sono mai verificate frizioni. Pensi che addirittura l’ultimo bilancio di previsione è stato approvato all’unanimità, quindi anche col voto delle minoranze. Rispetto alla vita di partito con le molteplici occasioni di confronto interno verificatesi dal 2009 ad oggi, dalle primarie che mi hanno visto coinvolto, a quelle per la scelta del segretario, prima Bersani, lo scorso mese Renzi, passando per quelle del novembre 2012, è logico che la vita all’interno sia stata, diciamo così, “movimentata”: ma , tengo a precisarlo, a Collesalvetti sempre e solo in positivo. Non potrei mai far parte di un partito dove si può parlare solo se autorizzati dal capo: io ho contribuito, come milioni di altri italiani, alla nascita di un partito che si chiama “Democratico”. Certo, nell’eccesso di discussione di questi anni qualcuno potrebbe dire, lo faccio anche io a volte, che si sia sottovalutata la concretezza del fare… Ecco perché la leadership di Renzi è necessaria e fondamentale. Perché consentirà di dare un imprinting molto più decisionista e risoluto ad un partito che, comunque, fa della discussione e del confronto democratico la propria ragione di essere».

 

Queste altre correnti, che lei sappia, stanno lavorando per una vittoria alle Amministrative 2014?

 

«Le correnti, dal 9 dicembre scorso, almeno a Collesalvetti, non esistono più. E lo sforzo comune che tutti stanno facendo, a mio modo di vedere con successo, sta portando alla fine del correntismo anche sugli altri livelli».

 

Renziani della prima ora e gente che salta sul carro del vincitore. Qual è il suo rapporto con la seconda categoria? A suo giudizio è gente opportunista e attaccata alla poltrona da combattere politicamente oppure trattasi di colleghi di partito coi quali trovare una sintesi politica?

 

Il sindaco Lorenzo Bacci fa il punto sugli ultimi mesi di legislatura

«Renzi ha sempre detto le stesse cose. Frutto peraltro del suo pensiero, ma anche di un confronto serrato nato e sviluppatosi ad esempio con le varie “Leopolde”, grazie al contributo di moltissimi cittadini e amministratori. Ovvio che, stante il messaggio di cambiamento radicale proposto, anche solo nei metodi, molti della vecchia guardia abbiano fatto più fatica a comprendere fin da subito la positività e la necessità di questo cambiamento. Certo, dopo la “non-vittoria” alle elezioni del Febbraio 2013, molti di questi hanno capito che non era più possibile restare fermi all’idea novecentesca di partito e hanno convintamente aggiornato la propria posizione. Sicuramente, poi, ci saranno anche i soliti opportunisti. Anzi, ci sono. Ma avendo avuto a che fare direttamente con Matteo Renzi, ho sempre avuto riprova di una cosa sola: chi va avanti, è perché ha le giuste competenze. Questa è la rivoluzione meritocratica che, partendo dal PD, dovrà passo dopo passo scuotere l’intero Paese. Ed in questa rivoluzione posto per opportunisti o “poltronisti”, non ce n’è».

 

Guardiamo, invece, adesso, al campo avverso. Quali sono i rapporti suoi personali e del suo partito con il centrodestra colligiano? Teme più quest’ultimo o le correnti cuperliane nel Pd? O, magari, altre forze di Sinistra, magari più aggressive…

 

«Rapporto costruttivo e positivo. Penso al compianto Paolo Simoni, o al leale e costruttivo atteggiamento in consiglio e fuori da parte del capogruppo Giuseppe Iurescia. Ma potrei tranquillamente dire lo stesso per tutti gli altri. A Collesalvetti, in questi cinque anni, si è guardato molto più alla sostanza delle cose, che non alle “bandierine”. Di questo ringrazio per la responsabilità e serietà dimostrata tutti i consiglieri comunali, veramente d’esempio rispetto al desolante quadro che spesso ci consegna la politica nazionale. Non temo avversari politici particolari. Temo più che altro l’onda lunga dell’astensionismo che nelle ultime tornate amministrative si è fatta particolarmente sentire».

 

Ritiene verosimile una vittoria del Movimento 5 stelle a Collesalvetti o, quantomeno, un significativo, sostanzioso, ingresso di pentastellati in Consiglio Comunale? Ha mai avuto rapporti con loro?

 

 

Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti

«Sicuramente potrà essere possibile che il Movimento 5 Stelle ottenga una rappresentanza in Consiglio, stante la fascinazione che ha sull’elettorato la figura di Beppe Grillo. Ricordo che la stessa cosa avvenne cinque anni fa, quando l’Italia dei Valori, allora in auge grazie alla figura di Di Pietro, ottenne rappresentanza in moltissimi consigli comunali, Collesalvetti compresa, pur avendo una situazione nella quale il primo dei candidati in lista aveva preso molte meno preferenze di pressoché tutti i candidati del PD, compreso quelli rimasti fuori dal consiglio. L’effetto mediatico, in questi casi, conta molto. Ma certo poi conta anche la qualità della proposta che si elabora a livello locale. Quanto ai rapporti, purtroppo no, non sono mai stato contattato ufficialmente per un confronto nel merito rispetto a nessun argomento».

 

Com’è, invece, attualmente, il suo rapporto con Sel?

 

«E’ un rapporto che si è deteriorato a seguito della non condivisione di scelte strategiche, come nel caso di quelle relative all’Interporto. Se i rappresentanti locali di Sel rivedranno in questi mesi alcune loro posizioni, stante la comune radice progressista e riformista che ci accomuna, è logico che potremo ridiscutere anche i termini di un’alleanza. Ma sia chiaro: conta la sostanza, non la forma. Quindi vengono prima le scelte che come PD riteniamo imprescindibili e, dopo, la definizione delle alleanze. Non ci sono comunque paletti di nessun genere. Del resto, governando cinque anni fianco a fianco con forze di sinistra come Rifondazione Comunista, che esprime il Vicesindaco Alberto Benedetti, posso dire per esperienza che conta la condivisione delle idee e la qualità delle persone messe in campo. Gli schemi delle alleanze li lascio volentieri agli amanti del risiko politico che tanto appassiona altri livelli ed altre realtà».

 

Lasciando le questioni meramente politico-partitiche, di cosa ha bisogno Collesalvetti, secondo lei?

 

«Di scelte credibili, graduali e lungimiranti. Di investire nella scuola, con fermezza e decisione, come stiamo facendo col progetto del “Polo delle Colline” che sorgerà a Nugola, dimostrando che l’ottimizzazione della rete scolastica è una necessità che renderà migliore anche la qualità dei servizi educativi. Di proseguire sulla scia di quanto fatto per l’ambiente, non solo per quanto riguarda l’efficientamento energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili: dopo aver portato avanti iniziative importanti come la nuova isola ecologica di Stagno, la diffusione capillare dei fontanelli e dei biocomposter, vogliamo nel prossimo mandato concentrarci in maniera operativa su iniziative forti mirate a sviluppare il porta a porta, senza contare le scelte legate alla salvaguardia idrogeologica e la rivisitazione urbanistica in un’ottica di riuso e risparmio del territorio. Di insistere della direzione di uno sviluppo volto alla creazione di condizioni di attrazione per iniziative occupazionali: c’è bisogno di lavoro e, con le scelte fatte sull’Interporto, riteniamo di aver dato un segnale molto forte, che andrà ulteriormente sviluppato, mettendosi al tavolo in primis con la Regione e l’Autorità Portuale di Livorno, per fare del retroporto di Guasticce-Collesalvetti il baricentro per il rilancio economico della nostra area e, perché no, dell’intera Toscana».