Stagno Un’inchiesta delle Brigate di Solidarietà Attiva; un dossier per sulla «contaminazione da idrocarburi pesanti avvenuti a seguito della drammatica alluvione che ha colpito la città di Livorno». È quanto diffuso nei giorni scorsi dal gruppo BSA agli organi di stampa. Le Brigate hanno pubblicato il dossier sul loro sito. La risposta del Comune di Collesalvetti non si è fatta attendere più di tanto.

«Non abbiamo soltanto spalato fango in quei giorni portando solidarietà attiva – si legge in un comunicato stampa delle Brigate di Solidarietà Attiva – ma abbiamo anche fatto inchiesta facendo fare esami in laboratorio a campioni prelevati sul terreno di cortili e case adiacenti alla Raffineria di Stagno, territorio da sempre a rischio ambientale e idrogeologico. Emergono responsabilità che secondo noi non possono essere taciute», avevano messo nero su bianco le Brigate, nel chiedere «trasparenza e giustizia» e «che il territorio dei Comuni di Livorno e Collesalvetti sia messo in sicurezza e che sia fatta piena luce su quanto è successo quella notte».


La risposta del Comune di Collesalvetti è arrivata a mezzo di comunicato stampa, così come la denuncia delle Brigate. «In merito alle pretestuose e allarmanti notizie diffuse, nella giornata di ieri, dagli esponenti delle Brigate di Solidarietà Attiva Livornesi circa l’ipotesi di presenza di idrocarburi pesanti, in concentrazione notevolmente superiore rispetto ai limiti di soglia, nel suolo e nel sottosuolo dell’area di pertinenza dei fabbricati ex Ina Casa, in via Aurelia a Stagno, l’Amministrazione Comunale di Collesalvetti rileva l’assoluta infondatezza delle affermazioni diffuse».

«La gestione emergenziale dell’evento alluvionale – scrivono dal Municipio colligiano – è stata effettuata dal Comune di Collesalvetti in costante raccordo e condivisione con le altre istituzioni pubbliche rappresentate all’interno del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) della Protezione civile. Nell’ambito di tale organismo di raccordo, presieduto dal Prefetto, e di cui fanno parte i rappresentanti dei Comuni coinvolti dall’evento, della Provincia, della Regione, della Prefettura, dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’ordine e degli organi di controllo (USL e Arpat),  in data 11 Settembre u.s. , su sollecitazione del presidente della Regione e del sindaco di Collesalvetti, è stata decisa l’istituzione di un tavolo tecnico integrato specificamente rivolto alla gestione della situazione ambientale e alle eventuali problematiche sanitarie emerse nella frazione di Stagno e connesse alla fase emergenziale».

«In quei giorni, a seguito della segnalazione di maloeodoranze rilevate nell’abitato di Stagno, nell’ambito del tavolo tecnico sono state condivise e avviate attività di monitoraggio sulla qualità dell’aria della frazione e verifiche sulla presenza di eventuali sversamenti di idrocarburi.  In  relazione al secondo aspetto, in particolare, si ribadisce (come già precisato in precedenti comunicati stampa diffusi nei giorni successivi all’evento),  che nei giorni 11 e 12 settembre, anche a seguito di segnalazioni che ipotizzavano la possibile interferenza delle acque presenti nei cortili dei condomini dell’ex Ina casa  con le fognature interne alla Raffineria, sono state più volte interrotte le operazioni di pompaggio dai cortili per verificare, alla presenza dei funzionari degli enti preposti alle verifiche e alla gestione dell’emergenza e delle problematiche ambientali  (Arpat , VVFF, Regione) l’eventuale presenza di tracce di idrocarburi nelle acque ancora presenti nei cortili dei fabbricati. Le operazioni di pompaggio sono state riattivate, in accordo con i Vigili del Fuoco, dopo aver verificato l’assenza in loco di evidenze visive di iridescenze tipiche della presenza di idrocarburi che, vale la pena ricordarlo, hanno anche la caratteristica di essere surnatanti, così come si è potuto verificare nell’unico sversamento che si è verificato con l’evento, relativo al Fosso Capannone ubicato nel Comune di Livorno».

«L’inattendibilità dei dati contenuti nel documento diffuso nei giorni scorsi dalle Brigate di Solidarietà Attiva di Livorno, relativamente alle analisi effettuate e ai presunti risultati, trova conferma nel fatto che i campionamenti del terreno delle aree dei cortili ex Ina Casa sono stati eseguiti da personale non qualificato e in assenza delle procedure previste dalla normativa vigente a garanzia dell’attendibilità dei relativi risultati. In fase alluvionale, inoltre, nei suddetti cortili, è stata rilevata la presenza di n. 11 autovetture di proprietà dei condomini, sommerse dalle acque, che potrebbero aver causato l’ipotetico innalzamento temporaneo dei livelli di idrocarburi. Mancano, pertanto, riscontri oggettivi in merito alla fondatezza dei dati diffusi e dell’eventuale correlazione tra gli stessi e l’attività della Raffineria».

«L’Amministrazione Comunale – si legge in conclusione della nota – a titolo di ulteriore smentita delle notizie apparse sulla stampa si riserva di valutare opportune azioni anche da avviare con le altre istituzioni competenti. L’Amministrazione Comunale, infine, informa di aver pianificato da anni lo spostamento dei due fabbricati in area residenziale urbana, come risulta dallo strumento urbanistico dell’ente. La delocalizzazione dei due fabbricati, avviata da tempo e rallentata da fattori non dipendenti dall’Amministrazione Comunale, è oramai in fase di completamento, poiché si è appena conclusa  la gara per l’affidamento dei lavori di completamento dei due nuovi immobili. L’avvio dei lavori è previsto per inizio gennaio e il relativo completamento entro la fine del 2018».

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