L’Editoriale Oggi, sabato 26 gennaio, a Vicarello sarà festa per il restauro del campanile e delle campane della Parrocchia di San Jacopo.

È, questa, un’occasione che merita di essere sottolineata. Infatti, eventi come questo ci ricordano la vera natura del nostro territorio. In altre parole, il suo essere un insieme di (più o meno) piccoli borghi. Il territorio colligiano molto verosimilmente non sarà mai, infatti, una realtà cittadina, ma sempre un insieme di paeselli. Un tempo, non lontanissimo, eventi come questo, caratterizzavano la vita paesana. Certo, la fede religiosa era allora molto più fervente di quanto non lo sia oggi, ma eventi come questo erano tanto espressione di religiosità quanto manifestazione di paesanità.

Quella paesanità che dovremo riscoprire nelle varie frazioni. Oggi pomeriggio a Vicarello accadrà proprio questo: alle ore 18 la celebrazione della Santa Messa con l’arcivescovo di Pisa, mons. Giovanni Paolo Benotto, cui seguirà la benedizione del campanile e il suono delle campane. E, per concludere, un momento di convivialità con l’animazione del gruppo folkloristico Ir Barroccio Fiorito.

Vicarello è partita col piede giusto, l’auspicio è che altre frazioni possano seguirne l’esempio. Non solo “feste delle campane”, le cose che si possono fare per riscoprire e rivivere la dimensione della paesanità sono numerose: dal riportare in vita sagre andate a spegnersi nel tempo al costituire cori per vivacizzare le nostre frazioni con i concerti, per non parlare delle passeggiate eno-gastronomiche (sul modello Castell’Anselmo) per coniugare attività fisica, riscoperta delle nostre campagne e degustazione dei nostri prodotti tipici. E l’elenco potrebbe continuare. La natura del territorio è questa: non sarebbe male riappropriarcene. Ci riusciremo?

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