Collesalvetti La fase politica che sta affrontando il nostro Paese è delicatissima. Sono passati praticamente due mesi dalle elezioni del 4 marzo e ancora non c’è un Governo. Anche se nelle segreterie di partito movimento c’è, eccome. Telefonate, mosse, contromosse e ragionamenti vari. Appartiene a quest’ultima categoria il post Facebook del sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci.

IL POST «Per chi ancora non avesse chiaro il quadro – scrive Bacci in un post del 30 aprile ed è incredibile come tra essi vi siano autorevoli esponenti del gruppo dirigente nazionale e locale, la base PD e i nostri elettori sono fermi ad una decisione che la direzione nazionale ha approvato all’unanimità: no ad alcun Governo, tocca ai vincitori M5S e Lega farlo. Qualcuno, la sera stessa di quella direzione, ha pensato bene (vedi Franceschini e a seguire Orlando) di mettere in scena un teatrino stucchevole su un’ipotesi di dialogo con il M5SCioè la direzione di cui loro stessi fanno parte approva una cosa e il giorno stesso, dando evidente prova di credibilità alla comunità nazionale, ci si comincia a muovere in senso diametralmente opposto».


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«Al di là dell’inconcepibile sostanza, vi è poi la forma. Questo oggi viene rimproverato a Renzi: non puoi esprimere una posizione in TV (si badi bene, la stessa posizione del voto unanime della direzione), devi farlo nelle sedi opportune! Ora, se non ricordo male, le dichiarazioni di Franceschini e Orlando di cui sopra hanno cominciato a circolare dal giorno dopo della suddetta direzione sui social, sui giornali, in TV, non in sedi ufficiali di partito. Oggi, rispetto a un mese fa, le condizioni politiche sono mutate: il penoso dialogo Salvini – Di Maio ha prodotto un nulla di fatto, somigliando molto di più ad una competizione tra adolescenti bulli alle prime armi che non a un’interlocuzione responsabile tra leader politici».

«Pertanto Mattarella ha pensato bene di dare il via a un nuovo – quanto superfluo nella sostanza – giro di consultazioni. Democraticamente pericoloso se si considera peraltro che l’ipotesi esclude in toto la coalizione che ha raggiunto il miglior risultato alle urne, ossia la Destra. Tuttavia, liturgicamente parlando, può essere corretto convocare una nuova direzione il 3 maggio per soffermarsi su questo mutato scenario. Martina si sente delegittimato? E perché? Sarà mica che avrà corso in modo pericoloso verso l’ipotesi insostenibile di un governo Di Maio sostenuto dal PD? Sarà mica che qualcuno, abituato a costruire le prospettive non sulla base di progetti o programmi ma di sottosegretariati o strapuntini di poltrone si è trovato sbarrata la strada definitivamente?».

«L’ira fascista di Di Maio (“la pagheranno”) da un lato, e le reazioni scomposte di Franceschini, Orlando e dello stesso Martina dall’altro, fanno il paio e confermano che Renzi ieri ha fatto benissimo a ricordare a tutti palesi ovvietà. Ma evidentemente agli occhi di chi vive nell’altra dimensione, quella della partitocrazia, figure che ahimè continuano a fare il male della nostra comunità politica e del Paese tutto, non c’è niente di ovvio e palese, se non ciò che torna loro di conto».

La situazione è ovviamente in continua evoluzione, ma una cosa è certa: queste parole non saranno dimenticate.

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