20151010_130552Collesalvetti Continua a far discutere e ad infiammare il dibattito politico colligiano il caso di una bambina di Biscottino che può usufruire dello scuolabus per andare all’asilo solamente all’andata. Destò clamore la manifestazione con tanto di striscioni nell’Aula del Consiglio Comunale (leggi qui) e il pressing di Rifondazione Comunista che aveva fatto sapere che gli striscioni di protesta non sarebbero stati rimossi finché il problema non fosse stato risolto (leggi qui).

 

Pochi giorni fa l’Amministrazione Comunale aveva espresso ufficialmente e pubblicamente la propria posizione e messo in guardia da strumentalizzazioni politiche della vicenda, senza mancare di sottolineare come non sia possibile far fronte a tutte le richieste individuali, stante anche un «costo di oltre 12.000 euro annui a carico della collettività che mal si coniuga con una singola domanda» (leggi qui). Il Comune aveva comunicato anche di aver formulato proposte alternative alla famiglia, «che però sono state rifiutate». Stamattina, la conferenza stampa di Rifondazione Comunista che non ci sta e replica con forza all’Amministrazione Bacci.


 

Il vicesindaco Alberto Benedetti

Alberto Benedetti (RC)

Le contestazioni di Rifondazione Comunista Per il segretario RC Alberto Benedetti questa vicenda rappresenta «una palese violazione dei diritti di accessibilità al servizio ad opera dell’Amministrazione Comunale, peraltro non preavvisando i cittadini. Non è pensabile avvisare le famiglie ad anno scolastico iniziato». Ma c’è di più: «secondo noi – prosegue il segretario – c’è stata una mancanza di trasparenza negli atti amministrativi da parte del Comune. Ci sono degli atti che, a nostro avviso, avrebbero dovuto esser stati variati, ma così non è accaduto. Mancano delle delibere e manca soprattutto la modifica alla convenzione sul trasporto scuolabus: determinate corse sono ancora istituite, ne è previsto il pagamento. Non si capisce come faccia il Comune a non pagare a CTT quelle corse, quando esse sono ancora previste dalla convenzione». Inoltre, «c’è una delibera di Consiglio Comunale redatta sulla base di una normativa europea e di una legge statale che tratta dei servizi pubblici locali, che riporta tutta una serie di principi: continuità, erogazione in modo ininterrotto del servizio; universalità, ossia l’erogazione a favore di tutti gli interessati e accessibilità al servizio a costi sostenibili da parte dell’utenza. Non si capisce perché i pullman della scuola materna ci siano a Collesalvetti e per la scuola di Castell’Anselmo a Guasticce e siano stati tolti invece a Stagno. Non è possibile un’operazione del genere». Il segretario comunista ha definito poi «grottesco sostenere che per un viaggio a Biscottino il costo sia di 12.000 euro annui».

 

Per Benedetti, «l’Amministrazione ha raccontato cose che non corrispondono alla verità e questo lo riteniamo grave. Hanno detto che hanno proposto alla famiglia tutte le soluzioni possibili alla famiglia; quando non è assolutamente vero. Alla famiglia è stata proposta una sola possibilità – sostiene il segretario RC – che è quella di far prendere alla bambina lo scuolabus delle 13:30. Un’Amministrazione che dopo un anno e mezzo di mandato racconta cose non veritiere ai cittadini sta già “raschiando il fondo del barile” e non è in condizione di arrivare alla scadenza naturale del mandato».

 

La “palla” al Difensore Civico Regionale Benedetti ha infine annunciato che trasferirà i documenti in suo possesso e queste osservazioni al Difensore Civico Regionale nei prossimi giorni; «vedremo che interpretazione ne darà lui».

 

La posizione della mamma della bambina Dopo Benedetti, in conferenza stampa, ha preso la parola la mamma della bambina di Biscottino, avvalorando quanto sostenuto da Benedetti:  «l’unica proposta che mi è stata fatta è quella di far prendere alla bambina lo scuolabus delle 13:30». «Non ho accettato: io ho voluto iscrivere mia figlia a Stagno proprio per lo scuolabus (ma quello del secondo pomeriggio) perché non ho nessuno che vada a prendere per me la bambina: parto la mattina alle 5 e torno la sera alle 19 e mio marito pure». La donna concorda con quanto ribadito anche dal Comune, ossia che la parte didattica sia concentrata tutta durante la mattinata, ma parallelamente ha rilevato anche come per una bambina di quell’età sia importante anche la dimensione ludica, lo stare insieme a giocare con i coetanei. La donna, che ringrazia l’Ufficio Scuola del Comune per la gentilezza – ma non altrettanto la parte politica – ha raccontato di aver proposto lei stessa all’Ufficio una soluzione: un volontario che, col supporto di un’associazione locale, stia con la bambina in attesa dello scuolabus. L’Ufficio, a quanto racconta la donna, starebbe lavorando e valutando la fattibilità di questa ipotesi. La mamma della bambina, infine, ha rifiutato ogni accusa di strumentalizzazione politica: «sono semplicemente una madre interessata al normale svolgimento della vita di sua figlia».

 

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