Fabio Iannone (PD)

Fabio Iannone (PD) fra i banchi del Consiglio Comunale

Collesalvetti Un ordine del giorno del Partito Democratico, a firma Iannone, presentato durante la seduta di ieri del Consiglio Comunale, ha scatenato una vivace polemica con il Movimento 5 Stelle. Il documento dem chiedeva da un lato che il Sindaco e la Giunta Comunale si facciano portavoce di iniziative politiche sul nostro territorio e che sollecitino il Governo nazionale ad intraprendere tutte le azioni diplomatiche necessarie a far cessare il conflitto armato in Medio Oriente e, dall’altro, che sulla facciata principale della sede del Comune fosse esposta la bandiera della pace, accanto a quelle già presenti dell’Italia e dell’Unione Europea.

 

Loredana Pantaleone (M5S)

Loredana Pantaleone (M5S)

Non l’avesse mai fatto, Iannone. Dai banchi dell’opposizione – pentastellata, Forza Italia era infatti assente – subito una levata di scudi. La consigliera Pantaleone (M5S), nel preannunciare l’astensione del suo gruppo, ha subito replicato che «oggi non abbiamo più bisogno di azioni dimostrative futili, ma di azioni e cambiamenti concreti affinché nel mondo e quindi non solo in Medio Oriente possa tornare la pace».


 

La Pantaleone ha ricordato che «l’Italia ha speso in armi 26 miliardi di euro ed a questa cifra aggiungiamo la spesa folle di 15 miliardi per i caccia bombardieri F35 (l’intero progetto costerà molto di più). “L’Italia ripudia la guerra” – ha ricordato la pentastellata, citando l’articolo 11 della Costituzione-  ma è al secondo posto per la produzione di armi leggere e al decimo per quelle pesanti per le quali ha un introito annuo di 3 miliardi di euro. “L’Italia ripudia la guerra” ma ha partecipato a 25 operazioni militari internazionali (guerra del Golfo, Iugoslavia, Afganistan, Iraq, Libia). “L’Italia ripudia la guerra” ma è il secondo fornitore di armi ad Israele, e questo per rispondere all’ordine del giorno, poi però ci fanno pena i poveri palestinesi».

 

«Miliardi di euro – ha continuato la consigliera a 5 stelle – per fare tutte le guerre, guerre di tutti  i tipi, da quella “umanitaria” a quella contro il “terrorismo”, ma il cui unico scopo, diciamoci la verità, è stato ed è il controllo delle fonti energetiche e delle materie prime (non dimentichiamo mai che noi occidentali, ad esempio, abbiamo sottratto all’Africa e quindi agli africani tutte le loro ricchezze) e questo solo per permettere al 20% della popolazione mondiale di vivere da nababbi. 298 Istituti finanziari (tra cui tante nostre banche) investono 314 miliardi di dollari in armi nucleari. Banca Etica è l’unica banca che non ha mai né in passato né oggi avuto niente a che fare con tutto ciò. Mi auguro che in un prossimo futuro il Comune ritorni ad avere rapporti con questa Banca (si era discusso anche di questo in Consiglio, ndr)». Morale della favola: per poter esporre la bandiera della pace, occorre essere veramente costruttori di pace, senza ipocrisie. Per far sì che quella bandiera non sia solamente un’etichetta formale, cui si contrappone una realtà sostanziale di segno opposto.

 

La controreplica di Iannone Alla Pantaleone, ha controreplicato il capogruppo PD Iannone che si è detto dispiaciuto per la scelta dei pentastellati di non votare questo suo documento. «Avreste potuto votarlo – ha detto Iannone – e poi presentare un altro documento contente tutte le cose che avete detto fin ora. Occorre pur partire da qualche parte per raggiungere l’obiettivo. Trovo la vostra astensione parzialmente immotivata».

 

La precisazione di Fiaschi (M5S) Successivamente, ha voluto prendere la parola il consigliere Ettore Fiaschi (M5S), per precisare il senso dell’intervento della collega. «Noi crediamo che la bandiera, fuori, possa essere esposta dopo che il nostro comportamento è stato coerente con quella bandiera. Esporla senza prima aver fatto niente mi sembra – scusate la parola – “ipocrita”. Non si può dire: “Sono per qualcosa” e poi il comportamento concreto va in direzione opposta rispetto a quel qualcosa. Per questo noi ci asteniamo, non perché non siamo d’accordo. Noi vorremmo che un domani il Comune di Collesalvetti avesse tutto il diritto di esporre la bandiera della pace, ma oggi come oggi, peccheremmo di superbia. Penso che occorra essere più umili. Dire: fino ad oggi “non mi sono comportato come vorrei; provo ad intraprendere un cammino”. Solo allora mi posso permettere di esporre simboli».

 

Scatena (PD) ribadisce la linea del suo partito «Il Comune di Collesalvetti ha tutto il diritto di esporre la bandiera della pace perché questo rappresenta la realtà di questo territorio». Con queste lapidarie parole, Scatena (PD) ha replicato al collega Fiaschi. Dopo di lui, anche Fattorini (PD) ha espresso il suo dispiacere per la mancata convergenza del Movimento 5 Stelle sul documento.

 

Sindaco Lorenzo Bacci

Il Sindaco Lorenzo Bacci

L’ira del Sindaco Bacci: «Non sta a voi stabilirlo» Ma il più irritato di tutti è parso il Sindaco. «E’, per quanto comprensibile – ha replicato Bacci – molto sgradevole che si possa partire dal presupposto che c’è qualcuno che è in grado di stabilire quali sono i criteri per cui è possibile o non esporre un simbolo come quello della bandiera della pace, con un modo di fare tipico di chi si sente in grado di “dare patenti”. Riguardo alla pace, poi, che si costruisce dal piccolo, ricordo che qualcuno, in fase di campagna elettorale, parlava del fatto che questo Comune dà troppa attenzione agli immigrati, che magari le case popolari vanno prima a loro che agli italiani. Se si pensa che la pace si faccia guardando altrove… Voi non potete dire se e quando il Comune è in grado di esporre la bandiera della pace», ha concluso il Sindaco.

 

L’ordine del giorno di Iannone è stato approvato con 12 voti favorevoli e 3 astenuti.