GhiaccioneCollesalvetti «Resistenza fino a che giustizia non sarà fatta», firmato “le famiglie truffate del Ghiaccione”. Recita così lo striscione principale affisso all’ingresso del cantiere edilizio del quartiere Ghiaccione, a Collesalvetti. Le famiglie, accompagnate dal legale che assiste alcune di loro, avvocato Nicola Sodano, hanno infatti dato appuntamento alla stampa, questa mattina, presso il cantiere stesso. Un modo per tenere i riflettori mediatici puntati su una questione, che tanto sta loro a cuore, evidentemente, visti i soldi investiti. Presente, oltre all’avvocato Sodano, anche l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Collesalvetti, Roberto Menicagli, che ha tenuto a precisare come il Comune sia stato «sempre presente, fin dall’inizio di questo dramma, accanto alla famiglie coinvolte».

 

Lo stesso Federico Nocchi, rappresentante delle famiglie, ha infatti sottolineato l’importanza della vicinanza  istituzionale e dell’apporto concreto del Comune in questa vicenda, della quale in passato ci eravamo già occupati. A riepilogarla, specie nelle fattispecie processuali, a fare insomma una cronistoria della vicenda Ghiaccione sotto il profilo giuridico è l’avvocato Nicola Sodano.


 

Ghiaccione 2«Tutto nasce – spiega Sodano – alcuni anni fa quando alcuni signori acquistarono le case in questione. Per far questo, però, alcuni hanno venduto la precedente casa di proprietà. Queste case, alcuni le hanno pagate interamente, altri solamente in parte, ma comunque per somme importanti. Tre famiglie hanno addirittura comprato 2 appartamenti. Dopo questo, è emerso che la società non edificava, pur percependo l’erogazione dei mutui; i contratti preliminari di compravendita non erano trascrivibili e sulle costruzioni gravava una grande ipoteca della banca che ha concesso il mutuo alla società. Il cantiere si fermò definitivamente».

 

«Gli acquirenti iniziarono così a farsi assistere per far luce sulla vicenda sotto due profili: quello civile e quello penale. Sotto il primo profilo, la società è fallita ed è dunque stata avviata la curatela fallimentare per far luce sul dissesto societario e tentare di recuperare crediti alla società. Tutti i miei assistiti – spiega ancora l’avvocato Sodano – sono stati ammessi al passivo fallimentare, però bisognerà vedere se ci sono le risorse». Intanto, per venerdì prossimo, 11 luglio, è stata fissata l’udienza preliminare, a seguito di una cospicua mole di indagini condotte dai Carabinieri di Livorno sotto la direzione del Pubblico Ministero, Masini. L’esito della fase preliminare consentirà di capire se e chi degli 8 indagati sarà rinviato a giudizio.

 

Ghiaccione 3Nel frattempo, come ci spiega sempre il legale, «sono stati avviati dei contatti per trattative con le banche, che però esse stesse hanno sospeso in attesa degli sviluppi della fase preliminare. Contatti, ovviamente, ci sono stati anche con il Comune di Collesalvetti, che si è adoperato per portare avanti le opere di urbanizzazione di sua competenza nell’ottica di una futura asta, i cui proventi verrebbero destinati al fallimento». Oltre a tutto questo, pende una causa civile importante per 3,5 milioni di euro al Tribunale di Livorno. «La curatela – ci spiega Sodano – chiede 3 milioni e mezzo di euro alle banche che hanno erogato i mutui e agli amministratori della società». Il procedimento è però in attesa della decisione del giudice in merito alla competenza. Si discute infatti se essa sia del Tribunale di Livorno oppure del Tribunale delle Imprese di Firenze. Nel secondo caso, occorrerebbe ripartire sostanzialmente da capo, anche se, a tutt’oggi, non è che si sia ad una fase particolarmente approfondita. 

 

In tutta questa complessa vicenda, al di là di tutti meandri giuridici, delle tante sfaccettature giuridico-processuali, rimane però il dramma delle famiglie che chiedono «giustizia», la parola che più spesso ricorre sulla loro bocca. Il Comune di Collesalvetti, dal canto suo, ha già avviato quanto in suo potere per l’escussione delle polizze fideiussorie per terminare i lavori di urbanizzazione.