Simone Tognarelli

(foto di: Maurizio Maltoni)

Guasticce Simone Tognarelli, 31, guasticciano, lavora come filmmaker. Quest’autunno proverà a presentare un suo cortometraggio al Soundance Film Festival, un importante appuntamento per il settore, seguito da registi del calibro di Spielberg. Varie, le sue collaborazioni. Dalla Installer di Pisa al fotografo Maurizio Maltoni, col quale ha girato “Born to ride” (vedi qui). Tognarelli ambisce a vivere di questo lavoro, a far sì che questa sua grande passione diventi la sua principale, se non unica, fonte di reddito.

 

 

 

 

 

 

Simone, da quanto tempo fa il filmmaker? Quando ha scoperto questo talento? Com’è nato il tutto?


«Sono partito come montatore video da quando ho iniziato, anni fa, a collaborare con la Installer S.r.L., una società che fa video per calciatori. Da lì, ho cominciato con il montaggio, appunto, ma la passione c’è da sempre; ho sempre voluto fare il regista. Da semplice passione, poi, è diventato un lavoro vero e proprio, visto che riesco quasi a viverci. Da due anni, infatti, ho aperto partiva iva. Il lavoro che ho al call center mi serve ancora, ma pian piano sta cominciando a diventare una fonte di reddito sufficiente visto che, oltre ai lavori commissionatimi da privati, collaboro con la Installer e altre due società».

 

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(foto di: Angelo Liuzzi)

Come si è intrecciato tutto questo col percorso universitario?

«Mi stavo laureando in Cinema Musica e Teatro, poi ho fatto un corso di montaggio con Lorenzo Garzella, fondatore della Installer. A fine corso, quando andai a fare l’esame orale, mi chiese se avesse potuto interessarmi entrare come stagista. Iniziò qui, dunque, la collaborazione e, dopo lo stage, mi hanno preso come collaboratore fisso. Non finii, dunque, l’Università –  perché avevo anche l’altro lavoro – anche se mi mancava solamente un esame alla tesi. Il mio obiettivo, quindi, l’avevo già quasi raggiunto e quella laurea mi sarebbe servita a poco e niente, forse per soddisfazione personale. La prenderò magari in futuro».

 

Quali lavori ha al suo attivo?

«Ci tengo a citare – soprattutto perché le riprese sono terminate il 21 maggio scorso e dunque si tratta di un lavoro recentissimo –  un corto confezionato per essere presentato a uno dei più importanti festival internazionali. Ho coinvolto una troupe di gente che lavora bene  ho  collaborato con loro in passato  e so come lavorano – per giungere ad un risultato di un certo tipo. Il soggetto l’ho scritto in collaborazione con Jacopo Aliboni, che ha curato la colonna sonora. Si intitola “A new born” ed è stato girato all’Hotel Rex di Livorno con due attori Gea Martina Landini e Michael Segal. Il corto è stato girato in meno di un giorno e una notte: dalle 10 di mattina alle 3 di notte. Adesso è in fase di postproduzione e provermo ad inviarlo a settembre al Soundance Film Festival, un importante festival internazionale di cortometraggi, cui sarà difficilissimo entrare nella selezione, ma che dà una grande visibilità. Basti pensare che è seguito da registi del calibro di Spielberg. Mi fa piacere, se posso, citare anche i nomi degli altri che hanno collaborato per “A new born”».

 

Prego.

«Francesco Mazzei (direttore della fotografia); Iacopo Navari (aiuto regia); Jacopo Aliboni (soundtrack); Angelo Liuzzi (unit still photographer); Tommaso Paolicchi (make up artist); Davide Tognarelli (assistente di produzione) e Sara Spagnoli (segreteria di edizione)».

 

Quanti i suoi lavori?

«Una trentina di lavori, senza contare però, ovviamente, il lavoro quotidiano alla Installer».

 

Togna 3Quanto è costata tutta l’attrezzatura? Videocamera, treppiedi, software per il montaggio…

«Non mi sono mai svenato; ho acquistato tutto in maniera graduale. Lavoravo nel montaggio e sono partito con l’acquistare l’IMac. In seguito sono arrivato ad acquistare una videocamera da 3.700 euro, comunque a rate. Ecco…. ho fatto spese nel momento in cui sapevo di poterle ammortizzare. La videocamera, per esempio, ho deciso di acquistarla quando cominciavano ad essere più significative le collaborazioni col mondo del Cinema».

 

Quanto hai fatto da autodidatta e quanto “a lezione”?

«Le uniche cose che mi sono servite dell’esperienza universitaria sono i laboratori finali di montaggio e lo stage alla Installer. Per il resto, ho fatto praticamente tutto da autodidatta. Sicuramente, anche fare l’aiuto-regista per il film “Una ragione per combattere” (che sarà proiettato prossimamente alla Sala Spettacolo di Collesalvetti, ndr) è stata un’esperienza molto formativa».

 

Una curiosità: quanto tempo richiede il montaggio di un video?

«Dipende dal tipo di commissione. Lavorando non speditamente, il montaggio di un videoclip può richiedere una settimana, più o meno».

 

Quali sono le sue ambizioni?

«Vorrei far sì che questo divenisse il mio lavoro principale, la mia principale, se non unica, fonte di reddito; vorrei vivere di questo lavoro».