Daniele Pini, consigliere e segretario dimissionario del CDF Stagno

Stagno «“Vox populi, vox Dei“, ovvero “Voce di popolo, voce di Dio”. Voce, a quanto pare, inascoltata…». Ci tiene anche lui, Daniele Pini, a far sapere il perché delle sue dimissioni dal Consiglio di Frazione di Stagno. «Come noto già da tempo, Stagno vive una situazione ambientale critica; poco è stato fatto per migliorarla. La domanda che mi tormenta è: “Si poteva fare di più?” La mia modesta opinione è che, per un territorio industrializzato come il nostro, “l’asticella” della sicurezza debba sempre stare in alto e mai e poi mai abbassarsi. Per capire da cosa scaturisce il mio ragionamento – spiega l’ormai ex segretario del CDF stagnino – basta guardarsi un attimo indietro; a seguito degli eventi che hanno coinvolto il territorio, abbiamo rischiato il disastro ambientale, ed oltre al danno, la beffa derivata dalla consapevolezza dello stato delle vie di fuga…non agibili!».

«Tutti questi argomenti sono stati ampiamente trattati dal CDF, più e più volte. L’ultima “grande” riunione al riguardo, tenutasi il 4 ottobre 2015, si è chiusa con l’Amministrazione che minimizzando l’importanza dell’accaduto parlava di: “eventi eccezionali”. Ad onor del vero qualche piccolo lavoro è stato fatto, ma come abbiamo avuto modo di ribadire più e più volte, non è stato assolutamente sufficiente a mettere in sicurezza il territorio. Da anni i cittadini di Stagno attendono risposte ed impegni concreti, e lo fanno tramite il CDF; organo, ricordo, fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e votato dal popolo stesso. Visto quanto detto finora, visto che ad oggi niente è cambiato, mi trovo qui ad annunciare la mia scelta di rassegnare le dimissioni da consigliere di frazione, ruolo oramai viziato dalla costante mancanza di comunicazione efficace, cosa che ci affligge. Auguro un buon proseguimento a tutti, ed un buon lavoro».

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