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SALA GREMITA A NUGOLA PER LA PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO SULL’ACQUEDOTTO LEOPOLDINO

La serata è stata arricchita dall’intervento dello storico Michele Montanelli e accompagnata dalle esibizioni di due musicisti. Sagona: «un vero e proprio monumento da preservare»

SALA GREMITA A NUGOLA PER LA PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO SULL’ACQUEDOTTO LEOPOLDINO

Nugola Un video documentario su una struttura storica del territorio. È quanto presentato e proiettato sabato sera presso la sede del Consiglio di Frazione di Nugola nell’ambito di un apposito evento promosso dall’associazione Salviamo il Salvabile. “Acquedotto Leopoldino”, questo il titolo (che non lascia spazio ad equivoci) del video realizzato da Luciano De Nigris già presentato e proiettato al teatro Cral Eni di Livorno e alla Sala Spettacolo di Collesalvetti. Un documentario realizzato con la collaborazione dell’associazione Salviamo il Salvabile stessa e di alcuni storici ed ingegneri.

Ad aprire la presentazione ieri è stata proprio la presidente dell’associazione, Angela Sagona. «Ringrazio tutti i presenti a nome dell’associazione – così la Sagona – anche perché il fantastico documentario che vedremo stasera ha ad oggetto un’opera strutturale che fa parte della nostra storia e che costituisce un vero e proprio monumento che la nostra associazione da tempo vuole preservare». Anche il presidente del Consiglio di Frazione Francesco Liuni ha manifestato il proprio appoggio nella causa che l’associazione Salviamo il Salvabile ha preso da anni a cuore affermando che «il Consiglio di Frazione non farà mai mancare il suo appoggio ad iniziative volte a valorizzare e a rimettere in sesto un qualcosa di grande importanza funzionale e storico-culturale per il territorio».

In seguito, prima che la presentazione entrasse nel vivo, l’esibizione dei musicisti Cristiano Cei (chitarra classica) e Sara Degl’Innocenti (flauto traverso) che in apertura hanno eseguito alcuni brani del compositore pugliese Mauro Giuliani.

Subito dopo ha preso la parola lo storico Michele Montanelli che, fra le altre cose, compare anche nello stesso video documentario. «Ho partecipato molto volentieri – così Montanelli – alla realizzazione di questo documentario che sostanzialmente è esplicativo di tutte le vicende attraversate da 200 anni a questa parte dall’Acquedotto realizzato dagli Asburgo Lorena a partire dalla fine del ‘700. Ci sono due aspetti fondamentali insiti in questa struttura: il primo è che nonostante sia un monumento che ha duecento anni esso è ancora funzionante, seppur in misura minore. Anni fa infatti rivestiva un ruolo fondamentale per l’approvvigionamento idrico di Livorno adesso invece svolge una funzione molto marginale. Essendo ancora operativo il monumento subisce talvolta delle riparazioni ad esempio mediante bypass in pvc che hanno notevolmente danneggiato e deturpato la struttura».

Michele Montanelli, storico

«Tutto ciò per dire che a mio giudizio bisognerebbe cercare di lavorare in maniera diversa su strutture come queste che prima che essere strutture di pubblica utilità sono dei veri e propri monumenti storici del nostro territorio. L’altro aspetto interessante – ha continuato Montanelli – è l’immersione totale nella natura di questo monumento lungo 18 km che dalle sorgenti di Colognole arriva fino alla città. Anche in questo caso l’incuria dell’uomo sta facendo sì che anche le piante stanno crescendo provocando notevoli danni alla struttura. Se le cose fossero gestite meglio si potrebbe infatti coniugare l’utilità di questa struttura con la salvaguardia di quello che, nonostante la sua funzione è a tutti gli effetti un reperto storico del territorio».

In seguito i presenti hanno assistito alla proiezione del documentario nel quale veniva illustrata la storia dell’Acquedotto, partendo dal progetto di realizzazione sino ad oggi. Il video ha anche una funzione di sensibilizzazione poiché, in esso sono anche illustrati i danni riportati dalla struttura nel corso degli anni. Il documentario è anche arricchito dalle testimonianze delle persone che tutt’ora vivono nei pressi dell’Acquedotto e che ne hanno seguito le vicende negli ultimi decenni.

Al termine della proiezione il regista Luciano De Nigris si è presentato al pubblico manifestando la propria soddisfazione dovuta alla presenza di un pubblico numeroso. «La realizzazione di questo video – così De Nigris- ci ha interessato molto, ma allo stesso tempo ci ha fatto star male nel vedere i danni che nel corso degli anni questa struttura di notevole rilevanza storica ha subito. Lo scopo principale del video è infatti quello di riportare all’attenzione delle persone e delle istituzioni competenti le vicissitudini di questo monumento. La nostra missione è infatti quella di documentare il più possibile tutto ciò che ha una rilevanza storico culturale nel nostro territorio affinché tutti capiscano l’importanza che questi monumenti hanno».

In seguito è stato di nuovo dato spazio alla musica con i due musicisti (Sara Degl’Innocenti e Cristiano Cei) che hanno eseguito un arrangiamento per chitarra e flauto dell’Aria sulla quarta corda di Bach seguito da un ricco buffet presso i quali i presenti hanno potuto concludere la serata con un momento di convivialità.

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