L’editoriale «C’è una fuga di gas, singora! Metta soldi e oro nel frigorifero». Davamo conto nei giorni scorsi dell’ennesima truffa ai danni di un’anziana signora di Stagno. È con questo sistema che hanno portato via alla malcapitata 1.000 euro e preziosi. Non il primo episodio di questo singolare tipo di truffa, peraltro. Era già successo l’anno precedente ad una coppia di anziani a Nugola.

Il metodo è chiaro: i malfattori si presentano come tecnici del gas o altri operatori specializzati in casa di anziani, per dare ad intendere che vi sia una fuga di gas. Poi chiedono di riporre preziosi e/o denaro nel frigorifero con la scusa che potrebbero deteriorarsi, poi con uno stratagemma (e magari la complicità di un altro uomo) invitano il malcapitato o la malcapitata ad andare in un’altra stanza, per poi tornare al frigorifero e prendere la refurtiva.

Ma perché accade tutto questo?! Perché il mondo non è più quello di una volta. Decenni e decenni fa quelli che ora sono i nostri anziani, soprattutto nei piccoli paesi (tutte le frazioni del Comune di Collesalvetti sono niente più che paesi, più o meno grandi, ma pur sempre paesi), quando uscivano di casa lasciavano le chiavi nella porta. È un aspetto significativo, sintomatico della percezione di sicurezza e del credito di fiducia che si viveva e si dava in quegli anni.

Cosa possiamo fare? Due semplici cose: La prima non è semplice: ciascuno di noi deve far capire ai nostri anziani che il mondo non è più quello di una volta. Che non ci si può più fidare degli estranei, che la possibilità di essere truffati è sempre dietro l’angolo. La seconda: far loro memorizzare “come il Padre Nostroi consigli delle Forze dell’Ordine per tutelarsi dalle truffe (leggi qui e qui). Oltre questo, è sicuramente molto utile diffondere a 360 gradi (a voce, sui Social Network, etc…) le fattispecie delle truffe standard in maniera tale da poter dar modo a chi sta subendo una truffa di potersene accorgere per tempo.

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